L’azionariato salariale, se incentivato, potrebbe creare nuovi posti di lavoro e diventare un importante fattore della strategia di Lisbona. A sostenerlo è la Federazione europea dell’azionariato salariale, che si rivolge alle istituzioni comunitarie per un maggiore impegno in favore di più ampio coinvolgimento dei lavoratori nella gestione finanziaria dell’impresa. La Feas ricorda che l’esperienza maturata nei casi di imprese in difficoltà ha dato risultati incoraggianti. Al momento, tuttavia, l’Europa è lontana da questo obiettivo. Il ritardo accumulato rispetto agli Stati Uniti e all’Australia è elevato e lo scettiscismo e l’indifferenza sono dominanti nella maggior parte dei paesi europei, nonostante la Commissione europea abbia provveduto a creare un comitato di esperti che ha promosso la creazione di un comitato europeo per la partecipazione finanziaria dei lavoratori. La Feas auspica che l’Unione fissi l’obiettivo del 10% di azionariato salariale entro il 2010, e per raggiungere tale traguardo propone la creazione di un organo comunitario per la promozione e lo sviluppo dell’azionariato salariale e una legislazione che si possa applicare in tutti i Paesi dell’UE, come suggerito dal gruppo di esperti della Commissione.
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