Raffaella Vitulano
Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder e il presidente francese Jacques Chirac confermano la proposta di un ampliamento del piano Tremonti per rilanciare la crescita, previsto dalla presidenza italiana dell’Ue. Ma meglio sarebbe parlare di una vera e propria controproposta ad n progetto che poco convince i partner oltralpe. A seguito di un incontro informale a Dresda, Schroeder e Chirac hanno infatti affermato di “essere giunti alla conclusione comune che anche la ricerca e lo sviluppo devono far parte di questa iniziativa e siamo sicuri che la presidenza accoglierà” questa richiesta.
Germania e Francia, ha precisato Schroeder, appoggiano l’iniziativa italiana, ma le azioni finora previste sulle infrastrutture non sono sufficienti. In pratica, lontano dalle convenienze diplomatiche, l’asse franco-tedesca ribadisce la sua solidità all’interno della Ue, tantopiù in vista dell’ampliamento. Il quotidiano Handelsblatt, citando fonti dell’Esecutivo tedesco, aveva scritto che Germania e Francia intendono presentare una vera e propria controproposta al piano di infrastrutture elaborato dalla presidenza italiana dell’Ue che “punti più su investimenti nella ricerca e sviluppo che sul cemento”. E il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder conferma che Berlino e Parigi sono al lavoro: “Le nostre proposte intendono ampliare l’iniziativa italiana per includere lo sviluppo della ricerca e dei progetti e non limitarla solo alle infrastrutture”. Che però, interessano eccome, a Berlino. Infatti, oltre a chiedere che i progetti vengano finanziati dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, la Germania – rivela Handelsblatt – preme per comprendere tra i progetti europei l’ampliamento dell’aeroporto di Berlino e la realizzazione di un treno sopraelevato per Monaco, nonchè progetti di ricerca a livello di trasporti ferroviari senza impatti negativi sull’ambiente e la posa di cavi a banda larga nel settore delle telecomunicazioni. Il giornale afferma esplicitamente che il piano si contrappone a quello italiano, destinato a potenziare le infrastrutture e considerato “con scetticismo” da parecchi Governi dell’Ue. Visto che però, continua Handelsblatt, sembra tardi per fermare il piano previsto dalla presidenza italiana dell’Ue, Berlino e Parigi vogliono almeno garantire che un tale progetto abbia destinazioni ragionevoli e concrete.
Il piano di investimenti europei franco-tedesco, che sarà presentato congiuntamente ai partner Ue in occasione dell’incontro bilaterale franco-tedesco di Postdam del 18 settembre, è già accolto positivamente dalla Commissione europea. “Si tratta di un contributo che risponde alle conclusioni del vertice Ue di Salonicco, che impegnano tutti i paesi membri a dare un sostegno alla crescita europea”, ha detto il portavoce del commissario Ue agli affari monetari ed economici Pedro Solbes, rilevando che “il rilancio della crescita europea richiede il contributo attivo ed originale di ciascun paese membro”. Per Thomas, non c’è alcun rischio di contrapposizione tra le diverse iniziative in campo per il rilancio degli investimenti. “L’input è generale e ogni paese ora deve agire nel suo proprio modo”.
Il piano Tremonti di investimenti pubblici in infrastrutture a livello europeo è intanto giudicato positivamente dalla Bce, ma a patto che non intacchi le posizioni di bilancio dei paesi che hanno deficit eccessivi, stando a quanto spiegato oggi a Francoforte dal vicepresidente dell’istituto centrale, Lucas Papademos, sottolineando che è importante appurare come questo progetto verrà finanziato. La Bce, del resto, non ha mai fatto misteri della sua “forte preoccupazione” per l’andamento dei conti pubblici in molti Paesi di Eurolandia. E per mantenere la credibilità della struttura istituzionale ed economica dell’Unione monetaria, continua a ritenere fondamentale il pieno rispetto delle regole fissate dal Patto di stabilità”, e dunque una correzione nei tempi prefissati dei deficit eccessivi. Forte ieri anche il richiamo sulle riforme strutturali e, in particolare, sulla necessità di intervenire sulla previdenza. “Meritano sostegno – ha detto l’esponente greco nel direttivo della Bce – gli sforzi per riportare i sistemi pensionistici pubblici su un sentiero sostenibile e per sviluppare ulteriormente i sistemi pensionistici privati”. Inoltre, la crescita in Eurolandia risulterà qualcosa in meno dello 0,7% nel 2003. Papademos ha quindi confermato le previsioni di giugno sulla crescita nel 2004. Il livello attuale dei tassi di interesse della zona euro – con il tasso di rifinanziamento principale al 2% – è “appropriato”. “L’orizzonte di medio periodo per la stabilità dei prezzi continua ad essere favorevole e il livello storicamente basso dei tassi di interesse sta facendo da supporto all’attività economica”, ha aggiunto. Nonostante le recenti evoluzioni del prezzo del petrolio implichino nel medio periodo una pressione al rialzo sull’indice dei prezzi, la previsione relativa a un tasso di inflazione intorno al 2% per quest’anno resta invariata.


























