Ben 21.600 dipendenti di Verizon Communications, la maggiore società di telefonia urbana operante negli Usa, hanno accettato di lasciare l’ azienda, dietro pagamento degli incentivi loro proposti, nell’ ambito di un piano complessivo di contenimento dei costi che ha lo scopo di far fronte all’ andamento tutt’ altro che brillante del fatturato.
Come conseguenza di questa decisione, Verizon potrà ridurre l’ organico di circa il 9,8%; complessivamente si tratta di 16.000 manager e di 5.600 addetti che a questo punto usciranno dalla compagnia. In aggiunta a questi, peraltro, Verizon si propone di tagliare altri 12.000 dipendenti circa, offrendo anche in questo caso un pacchetto di incentivi per favorire l’ esodo.
Con l’ accordo comunicato oggi, salgono a 48.600 i posti di lavoro tagliati dal chief executive officer di Verizon, Ivan Seildenberg, a partire dal 2001.
I dirigenti che hanno accettato di uscire dalla società riceveranno incentivi pari a due settimane di paga per ogni anno di anzianità di servizio, fino ad un massimo di 35 settimane.
Oltre a questo, otterranno un pagamento cash fino ad un massimo di 30.000 dollari. I benefici pensionistici a loro volta cresceranno del 5% e le prestazioni sanitarie continueranno a restare in vigore per un anno.
Verizon è alle prese con una difficile situazione di mercato, considerata anche la concorrenza esercitata dalla telefonia mobile. Nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati di meno dell’ 1% a 17,2 miliardi di dollari e gli abbonamenti urbani hanno registrato un calo del 3,9% a 56,2 milioni contro i 64,5 mln di abbonati del 2000. L’ utile netto sempre nel terzo trimestre è sceso a 1,79 miliardi di dollari dai precedenti 4,4 mld.
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