Nonostante le pensioni siano una “materia di competenza dei paesi membri”, il lavoro dei governi europei “dovrà nondimeno essere intensificato allo scopo di rafforzare la coordinazione aperta”. È quanto scritto nella bozza delle conclusioni del vertice europeo di Bruxelles.
“Il Consiglio – prosegue il documento, ancora suscettibile di modifiche – dovrà esaminare la possibilità di affinare la serie di obiettivi utilizzati nella coordinazione aperta in materia di protezione sociale”.
Nel farlo si dovrà seguire l’esempio delle conclusioni del Consiglio europeo di Barcellona, in cui si “prevedeva di aumentare da qui al 2010 di circa cinque anni l’età media effettiva” di pensionamento. La bozza di conclusioni sottolinea inoltre come i governi europei “dovranno continuare a sorvegliare da vicino la sostenibilità finanziaria dei regimi pensionistici, studiando in particolare in quale misura le riforme migliorino la sostenibilità di lungo periodo delle finanze pubbliche”.
I Quindici infine invitano i governi Ue e le parti sociali a “studiare i mezzi per attivare i legami esistenti fra la politica dell’occupazione e le pensioni alla luce degli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Barcellona”.
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