Vincenzo Colla esce allo scoperto nella corsa per la successione a Susanna Camusso, e lo fa attraverso una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale indica un modello ”alla tedesca” per la Cgil: un modello di cui la partecipazione dei lavoratori alle scelte produttive dovrebbe costituire un elemento essenziale. Soprattutto, spiega Colla, se si vuol dar vita a un sistema di relazioni industriali capace di tener insieme tutti gli attori della filiera.
In quest’ottica, prosegue il dirigente sindacale, è importante un buon equilibrio tra contatto nazionale e di secondo livello. Il primo serve per delimitare i paletti della contrattazione, il secondo per avere uno strumento agile e capire in che direzione va la produttività.
In merito all’attuale situazione politica e all’avvicinamento di alcuni dirigenti della Cgil ai 5 Stelle, Colla spiega che in questo momento i politici “sono molto più bravi a fare campagna elettorale”. Manca, per Colla, una visione futura del paese, ripiegato sul presente, e impegnato solo a “fare a botte” con l’Europa.
Sul secondo punto, Colla si dice geloso dell’autonomia della Cgil, e di non amare i populisti piazzisti, sempre e solo a caccia del consenso.





























