Wal Mart, la prima società di grande distribuzione degli Stati Uniti, rischia di essere coinvolta in una dispendiosa azione legale collettiva per l’accusa di discriminazioni nei confronti di dipendenti donne.
La Corte distrettuale della California del Nord, di stanza a San Francisco verificherà, domani, la bontà delle contestazioni avanzate nel giugno del 2001 da parte di un gruppo di ex dipendenti di Wal Mart che accusano l’azienda di avere discriminato le lavoratrici pagandole meno (tra il 5% e il 15%) rispetto ai propri colleghi maschi e rendendo loro più difficile la possibilità di ottenere promozioni.
Nel valutare la vicenda, la Corte di San Francisco dovrà esprimersi sulla possibilità – come richiesto dal gruppo di lavoratrici – di trasformare la causa legale contro Wal Mart in una class action destinata a tutelare le attuale dipendenti e le ex dipendenti in materia di salario fin dal 1998.
Un’ipotesi decisamente preoccupante per Wal Mart. Se trasformata in causa collettiva, l’azione legale potrebbe coinvolgere 1,5 milioni di dipendenti donne – dal 1998 ad oggi – diventando la più ampia della storia americana. In caso di condanni, infine, la vicenda potrebbe costare a Wal Mart centinaia di milioni di dollari.
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