L’Italia spende per la famiglia meno della metà rispetto alla media europea. Sul totale della spesa sociale, infatti, alla famiglia il nostro Paese destina circa il 4%, contro l’8,2% della Ue. Questi i dati emersi alla seconda tavola rotonda sulla povertà e l’esclusione sociale, organizzata dal ministero del Welfare, che si chiude oggi a Torino.
Complessivamente, in Italia la spesa per la protezione sociale è stata, nel 2002, pari al 26,2% del Pil, mezzo punto in più rispetto all’anno precedente. Una percentuale inferiore alla media Ue, che nel 2000 (ultimo dato disponibile) era del 27%. A pesare, nel nostro Paese, sono soprattutto le prestazioni di vecchiaia e superstiti, che coprono i due terzi (62% nel 2002), mentre nella Ue sono meno della metà del totale (46,4% nel 2000). Il 26% va poi alla malattia e il 6% all’invalidità (sostanzialmente in linea con la media Ue, rispettivamente 27,3% e 8,1%), mentre il 2% è destinato alla disoccupazione (poco più di un quarto rispetto alla quota europea del 6,3%) e solo lo 0,2% all’abitazione e ad altre prestazioni contro l’esclusione sociale (3,7% nella Ue). Nella classifica europea della spesa per la famiglia, rispetto al totale delle prestazioni sociali, l’Italia si colloca al penultimo posto. Peggio di noi, infatti, solo la Spagna che, con il 2,7%, è il Paese che spende meno per questa voce. Inferiori alla media europea anche le quote destinate da Olanda (4,6%), Portogallo (5,5%), Regno Unito (7,1%), Grecia (7,4%). Più generosi verso la famiglia, invece, sono: Belgio (9,1%), Francia (9,6%), Austria e Germania (entrambe 10,6%), Svezia (10,8%), Finlandia (12,5%), Irlanda (13%) e Danimarca (13,1%). Il più virtuoso tra i Quindici è il Lussemburgo, con il 16,6%. L’Italia ha, invece, il record della spesa per le prestazioni di vecchiaia. Nel 2000 questa voce pesava per il 63,4% sul totale delle uscite sociali, contro il 46,4% della Ue. Sostanzialmente allineati alla media europea quasi tutti gli altri partners: Grecia (49,4%), Austria (48,3%), Regno Unito (47,7%), Spagna (46,3%), Portogallo (45,6%), Francia (44,1%), Belgio (43,8%), Olanda (42,4%), Germania (42,2%), Lussemburgo (40%). Si discostano di poco Svezia (39,1%), Danimarca (38,1%) e Finlandia (35,8%). Mentre l’Irlanda, con il 25,4%, è il Paese che spende meno per le pensioni e altre prestazioni di vecchiaia. Record negativo, invece, per l’Italia sul fronte disoccupazione. Siamo, infatti, il Paese che spende meno per i senza lavoro, solo l’1,7% nel 2000, contro il 6,3% della Ue.
Mentre il Paese che spende di più è il Belgio (11,9%). Tra i Quindici, superano la media anche: Danimarca (10,5%), Finlandia (10,4%), Irlanda (9,7%), Germania (8,4%), Francia (6,9%), Svezia (6,5%). Si collocano al di sotto, invece, Grecia (6,2%), Olanda (5,1%), Austria (4,7%), Portogallo (3,8%), Lussemburgo (3,3%) e Regno Unito (3,2%).
L’Italia registra la percentuale più bassa anche come spesa per l’abitazione e altre prestazioni contro l’esclusione sociale (0,2% contro il 3,7% della Ue). I più virtuosi, in questo caso, sono l’Olanda e il Regno Unito, entrambi con il 6,8%. Se si considera la spesa per malattia, cui l’Italia dedica il 25% del totale delle prestazioni, il valore più alto si registra in Irlanda (41,2%), mentre il più basso in Danimarca (20,2%), contro una media Ue del 27,3%. Infine, alla voce invalidità risulta più generosa la Finlandia (13,9%), mentre fanalino di coda è la Grecia (5,1%). L’Italia, con il 6%, si colloca poco al di sotto della media Ue (8,1%).
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