SEDE CONSULTIVA
Martedì 28 aprile 2026. — Presidenza della vicepresidente Tiziana NISINI.
La seduta comincia alle 13.50.
Documento di finanza pubblica 2026.
Doc. CCXL, n. 2, e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore, fa presente che il Documento in esame è costituito da due sezioni (oltre che da alcuni allegati), consistenti, rispettivamente, nella relazione, prevista dall’ordinamento dell’Unione europea, sui progressi compiuti (nell’anno solare precedente) sull’attuazione del Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine e in un documento di analisi e tendenze della finanza pubblica.
In considerazione delle modifiche introdotte alla governance economica europea ad aprile 2024 e nelle more della riforma della disciplina nazionale in materia, il Documento di finanza pubblica presenta un’articolazione differente rispetto a quella dei precedenti documenti di economia e finanza.
Ricorda, in proposito, che la riforma del coordinamento delle politiche di bilancio degli Stati membri dell’Unione europea è entrata in vigore il 30 aprile 2024 con la pubblicazione di tre atti legislativi: il regolamento (UE) 2024/1263 (c.d. «braccio preventivo»), che reca le disposizioni generali e le procedure sulla programmazione della politica di bilancio; il regolamento (UE) 2024/1264 (c.d. «braccio correttivo»), che disciplina il monitoraggio e le sanzioni; la direttiva (UE) 2024/1265 sulla disciplina del quadro di bilancio, dove si indicano i dati statistici di finanza pubblica per gli Stati membri.
In questa prima fase di attuazione della nuova normativa europea e in linea con quanto previsto da recenti atti di indirizzo parlamentare, nelle due Sezioni del Documento sono esposte le informazioni previste dall’articolo 21 del regolamento (UE) 2024/1263 e quelle indicate dall’articolo 10, comma 3, della legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 31 dicembre 2009. In particolare, analogamente a quanto già avvenuto nel 2025, l’organizzazione del Documento di finanza pubblica 2026 è stata definita dagli impegni al Governo previsti dalla risoluzione n. 7/00380 della V Commissione della Camera e dalla risoluzione n. 7-00039 della 5ª Commissione del Senato, entrambe approvate all’unanimità dai due organi parlamentari nelle sedute del 7 e dell’8 aprile 2026.
La prima sezione suddetta reca un nuovo quadro tendenziale, macroeconomico e di finanza pubblica. In particolare, nel nuovo quadro tendenziale: il tasso di crescita del PIL reale è registrato come pari allo 0,5 per cento per l’anno 2025 ed è previsto pari allo 0,6 per cento in ciascuno degli anni 2026 e 2027 e allo 0,8 per cento in ciascuno degli anni 2028 e 2029; il tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL nominale) è registrato come pari al 3,1 per cento nell’anno 2025 ed è previsto pari al 2,9 per cento nell’anno in corso, al 2,8 per cento nell’anno 2027, al 2,5 per cento nell’anno 2028 e al 2,1 per cento nell’anno 2029; il tasso di disoccupazione è registrato, come valore medio nell’anno 2025, pari al 6,1 per cento ed è previsto pari, sempre come valore medio annuo, al 5,5 per cento nell’anno in corso e a valori annui decrescenti nel periodo successivo (con un valore di 5,1 punti percentuali previsto per l’anno 2029).
Nell’illustrare le dinamiche del mercato del lavoro, si afferma che nel 2025 il mercato del lavoro italiano ha nuovamente mostrato risultati positivi, con livelli occupazionali ai massimi storici. Il numero di occupati ha superato i 24 milioni – +0,8 per cento su base annua – con un tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni pari al 62,5 per cento e un tasso di disoccupazione sceso, come già detto, al 6,1 per cento in media d’anno.
La seconda sezione riprende sostanzialmente le informazioni sugli andamenti di finanza pubblica già previste dall’articolo 10, comma 3, della legge n. 196 del 2009.
Passando più nello specifico alle materie di più stretto interesse della XI Commissione, segnala che, nella parte III, relativa ai progressi nell’attuazione delle riforme e degli investimenti, la Relazione annuale, nell’ambito delle migliori politiche attive del lavoro, partecipazione al lavoro, occupazione, contrasto al lavoro sommerso e prolungamento dell’età lavorativa (3.2), enuncia le misure adottate nel 2025 nell’ambito delle politiche per il lavoro, affermando che l’Italia continua i suoi sforzi per rafforzare la partecipazione al mercato del lavoro e sostenere l’occupazione, con particolare attenzione all’allineamento tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle trasformazioni digitale ed ecologica di imprese e P.A.
Il Governo, dunque, si sofferma sugli strumenti introdotti o potenziati al fine di rafforzare l’andamento positivo del mercato del lavoro e supportare ulteriormente la partecipazione e l’occupazione di giovani, donne e individui in condizioni svantaggiate, illustrando risultati delle sue azioni che riflettono l’avanzamento delle misure previste dal PNRR e delle iniziative di livello nazionale ed europeo. Vengono quindi menzionate le azioni volte al contrasto del lavoro irregolare ed infine talune misure assunte in materia previdenziale.
La Relazione rileva che, a fine aprile 2025, risultavano coinvolti nel Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) circa 3,6 milioni di individui: il 50,2 per cento dei beneficiari è inserito in percorsi di reinserimento lavorativo, mentre il 24,7 e il 21,2 per cento di essi è coinvolto rispettivamente in percorsi di aggiornamento (upskilling) e riqualificazione (reskilling). Si ricorda, inoltre, che a dicembre 2025 sono state ripartite le risorse residue del PNRR per il rafforzamento del Programma.
La Relazione, nell’ambito della riforma «Piano Nuove Competenze Transizioni» prevista all’interno del Capitolo REPowerEU del PNRR, osserva che le regioni e le province autonome hanno adeguato il proprio quadro regolatorio, al fine di allineare i programmi di formazione alle esigenze del mercato del lavoro, con particolare attenzione alle competenze verdi e digitali. Si sofferma, quindi, sui risultati raggiunti nell’ambito del progetto pilota sulle competenze «Crescere Green» nel corso del 2025, facendo notare che sono stati portati a termine interventi di formazione incentrati sulle competenze verdi: ciò ha permesso il raggiungimento dell’obiettivo PNRR che prevede il rilascio di 20.000 certificati di formazione.
La Relazione evidenzia che la legge di bilancio per il 2026 ha confermato lo stanziamento strutturale dei fondi per finanziare la misura Supporto Formazione Lavoro (SFL) precedentemente introdotta a livello sperimentale.
Al riguardo, la Relazione, facendo riferimento alle iniziative assunte, precisa che il sistema dell’indennità di 500 euro mensili rimane legato alla partecipazione effettiva a corsi di formazione con un rafforzamento, da aprile 2025, dei controlli incrociati tramite la piattaforma SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa).
Inoltre, la Relazione si sofferma sugli sgravi contributivi totali per l’assunzione di giovani under 35 e donne svantaggiate e per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno della Zona Economica Speciale unica (ZES), previsti dal decreto-legge «coesione» n. 60 del 2024 e prorogati dal decreto-legge n. 200 del 2025 (fino al 30 aprile 2026 i bonus giovani e ZES, fino al 31 dicembre 2026 il bonus donne).
Dopo aver ricordato che, per combattere il lavoro sommerso in agricoltura, la legge di bilancio per il 2026 ha reso strutturale, a partire dal 1° gennaio 2026, lo strumento del lavoro agricolo occasionale, la Relazione segnala che nel 2025 (con il decreto-legge n. 159 del 2025) sono state previste norme per il contrasto al lavoro nero e irregolare, al fine di rendere più trasparente la filiera dei contratti attraverso due pilastri principali: la digitalizzazione dell’identificazione (tra cui, l’obbligo di dotare i lavoratori di una tessera di riconoscimento digitale) e l’inasprimento del sistema sanzionatorio legato alla «patente a crediti». La Relazione, nell’illustrare le azioni intraprese contro il lavoro sommerso, lo sfruttamento dei lavoratori e altre forme di lavoro irregolare – anche in attuazione del Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso e del tavolo operativo per la lotta al caporalato in agricoltura – osserva che le innovazioni introdotte in tale ambito hanno permesso di aumentare il numero medio di ispezioni annuali, che tra il 2023 e il 2025 ha raggiunto e superato l’obiettivo previsto (oltre 110.000 contro i circa 103.000 prefissati).
In ambito previdenziale, la Relazione ricorda che la legge di bilancio per il 2026 ha modificato i criteri di accesso al pensionamento, incentivando la permanenza al lavoro e limitando le uscite anticipate. La Relazione, nel ricordare che sono stati confermati per il 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne) e per la pensione di vecchiaia (67 anni), osserva che è stato confermato il meccanismo strutturale di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento alla variazione della speranza di vita. Al riguardo, fa dunque presente che la legge di bilancio per l’anno 2026 ha disciplinato, da un lato, la riduzione, per il solo anno 2027, dell’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, da tre mesi a un mese, e confermato dal 2028 la dimensione dell’adeguamento dei medesimi requisiti come stabilita dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, che ha determinato tale adeguamento, sulla base dei dati Istat e di quanto previsto dalla normativa vigente, nella misura di tre mesi a decorrere dal 1° gennaio 2027 (con esclusione dei lavoratori dipendenti addetti ad attività usuranti o gravose) (articolo 1, commi 185-193, della legge n. 199 del 2025).
Dopo aver segnalato la proroga dell’Anticipo Pensionistico Sociale (c.d. APE Sociale) – diretto a individui che si trovano in condizioni di svantaggio (disoccupati, caregiver, persone con disabilità o lavoratori impegnati in mansioni gravose) – prevista fino al 31 dicembre dalla legge di bilancio per il 2026 (articolo 1, commi 162 e 163), la Relazione si sofferma, quindi, sull’incremento delle maggiorazioni sociali per i pensionati a basso reddito reso strutturale dall’ultima legge di bilancio (l’aumento passa da 8 a 20 euro al mese, e da 104 a 260 euro annui, entro i limiti di reddito previsti per accedere al beneficio) (articolo 1, comma 179, della legge n. 199 del 2025).
Infine, la Relazione si sofferma sulle misure assunte con la legge di bilancio per il 2026 in materia di previdenza complementare (articolo 1, commi 195, e da 201 a 205, della legge n. 199 del 2025) in coerenza con quanto suggerito dalla Commissione europea agli Stati membri, volte ad agevolare la partecipazione dei lavoratori ai fondi pensione (ad esempio attraverso un meccanismo di adesione automatica con possibilità di recesso), incoraggiare modelli di gestione degli investimenti coerenti con l’orizzonte di lungo periodo, introdurre ulteriori e più flessibili modalità di erogazione delle prestazioni, favorire il ricorso alla previdenza complementare (con misure quali l’ampliamento della deducibilità dei contributi versati ai fondi pensione e la possibilità di continuare a beneficiare del contributo del datore di lavoro, in caso di trasferimento ad una forma pensionistica diversa da quella prevista da accordi o contratti collettivi).
A proposito del merito e delle nuove competenze nella pubblica amministrazione (2.4), la Relazione rileva che il miglioramento della capacità e dei servizi garantiti dalla Pubblica Amministrazione costituisce un obiettivo fondamentale del Governo, considerando anche quanto richiesto in modo specifico in sede europea, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento delle amministrazioni a livello locale.
La Relazione rileva che, al 31 dicembre 2025, a conferma del ruolo preminente assunto, il Portale unico del reclutamento per il settore pubblico, inPA, ha registrato 7.950 amministrazioni accreditate (7.426 locali e 524 centrali).
La Relazione osserva, quindi, che, in continuità con gli obiettivi del PNRR, il Governo sta lavorando per migliorare le competenze dei dipendenti pubblici, mediante l’ampliamento dell’offerta formativa erogata attraverso la piattaforma «Syllabus: nuove competenze per le pubbliche amministrazioni».
La Relazione, inoltre, afferma che, oltre alla formazione in auto-apprendimento, attraverso l’iniziativa PerformaPA, sono stati finanziati progetti formativi presentati dalle amministrazioni su temi di interesse specifico.
La Relazione si sofferma, quindi, sulle recenti innovazioni legislative, che hanno previsto il potenziamento dell’istituto della mobilità orizzontale, permettendo di anticipare il conseguimento dell’obiettivo previsto dal Piano per la fine del 2026.
Dal 2026, infatti, in base all’articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto-legge n. 25 del 2025, le pubbliche amministrazioni, inclusi gli enti locali con più di 50 dipendenti, sono tenute a destinare almeno il 15 per cento delle facoltà assunzionali annuali alle procedure di mobilità volontaria, ove il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) preveda almeno dieci assunzioni. La mobilità assume, dunque, carattere di priorità rispetto ai concorsi pubblici e riguarda in via preferenziale i dipendenti collocati in posizione di comando da almeno dodici mesi e con valutazione positiva della performance. In caso di mancata attivazione dell’istituto, le facoltà assunzionali dell’anno successivo sono ridotte del 15 per cento, mentre i comandi non confermati cessano entro sei mesi e non possono essere riattivati per un periodo di diciotto mesi. Gli inquadramenti avvengono nei limiti dei posti vacanti e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La Relazione, infine, afferma che, in linea con gli impegni del Piano previsti per la fine del 2026 e del 2028, il Governo sta lavorando per promuovere la mobilità verticale e l’adozione di un sistema di valutazione basato sulla performance nel settore pubblico.
Nell’ambito poi delle misure di supporto alle famiglie (2.5), la Relazione osserva che è stato rimodulato il c.d. bonus per le mamme lavoratrici, rimodulando a 60 euro mensili (720 euro annui) il contributo per le madri dipendenti e autonome con un reddito inferiore ai 40.000 euro, erogato direttamente in busta paga o su domanda INPS a seconda del contratto.
Al fine di promuovere l’occupazione femminile, la Relazione quindi ricorda che la legge di bilancio per il 2026 ha previsto l’esenzione totale dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per l’assunzione di madri lavoratrici con tre o più figli (di età inferiore ai 18 anni) che siano disoccupate da almeno sei mesi (articolo 1, comma 210, della legge n. 199 del 2025). La Relazione, inoltre, ricorda che il decreto cosiddetto Milleproroghe (articolo 14, commi da 1-bis a 1-quater, del decreto-legge n. 200 del 2005) oltre ad estendere la proroga del c.d. bonus giovani e del c.d. bonus ZES fino al 30 aprile 2026, ha esteso l’esonero contributivo per l’assunzione di donne in condizioni di svantaggio per tutto il 2026.
La Relazione annuale, dunque, sottolinea l’impegno profuso dal Governo nel potenziamento degli strumenti di conciliazione tra lavoro e incarichi di cura familiari, rimarcando che in Italia il congedo di paternità ha registrato una crescita significativa dal 2013, passando da due giorni di astensione lavorativa obbligatoria a dieci giorni nel 2024, a testimonianza di un progressivo riconoscimento del ruolo attivo dei padri nella vita familiare. La medesima Relazione rileva che si registra un tasso di adesione al congedo obbligatorio pari al 64,8 per cento e che persistono, tuttavia, significative disparità nell’accesso ai congedi di paternità, influenzate da alcuni fattori, tra cui il settore lavorativo, la posizione geografica, le caratteristiche sociodemografiche, la dimensione dell’azienda e la cultura aziendale.
Si segnalano, quindi, le misure assunte dalla legge di bilancio per il 2026 (legge n. 199 del 2025) per il potenziamento del congedo parentale. In particolare, ricorda che, con l’articolo 1, comma 219, è stato previsto che il periodo di congedo parentale possa essere fruito fino ai quattordici anni di vita del figlio (rispetto ai precedenti dodici).
Inoltre, per quanto riguarda il congedo per la malattia del figlio, con l’articolo 1, comma 220, della legge di bilancio 2026 sono stati raddoppiati (da 5 a 10 giorni all’anno) i giorni di congedo fruibili da ciascun genitore per la malattia dei bambini tra i tre e i quattordici anni.
La Relazione altresì ricorda che è stata confermata e messa a regime la retribuzione all’80 per cento per i primi tre mesi di congedo parentale, se utilizzati entro i sei anni del bambino; in proposito si ricorda che la legge di bilancio 2025 ha disposto, per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti che hanno cessato il congedo di maternità o paternità a partire dal 1° gennaio 2024, l’aumento dell’indennità in esame all’80 per cento della retribuzione per tre mesi entro il sesto anno di vita del bambino (in luogo del 60 per cento, già previsto per il secondo mese, e del 30 per cento, già previsto per il terzo mese).
La Relazione si sofferma, quindi, sul sostegno del Governo alle iniziative avviate con il PNRR per favorire l’occupazione femminile, mediante la promozione dell’imprenditorialità femminile e la certificazione della parità di genere.
Nell’ambito del potenziamento della rete di protezione e inclusione sociale e misure a contrasto della povertà (3.6), la Relazione annuale osserva che, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, commi da 158 a 161, legge n. 199 del 2025), è stato eliminato la sospensione di un mese dell’erogazione dell’Assegno di inclusione (ADI), originariamente prevista sia al primo rinnovo sia ai successivi. Tale assegno viene erogato per un massimo di 18 mesi e può essere rinnovato per periodi ulteriori di dodici mesi. La medesima legge di bilancio 2026 ha inoltre previsto la riduzione del cinquanta per cento dell’importo della prima mensilità di rinnovo rispetto al beneficio mensile dell’assegno. Resta confermato il contributo straordinario integrale per coloro che hanno completato i loro primi diciotto mesi nel novembre 2025.
La Relazione, quindi, rileva che, in base a dati del monitoraggio ministeriale, tra gennaio 2024 e dicembre 2025, il numero delle persone coinvolte nell’erogazione dell’ADI è costituito da circa 2,2 milioni di individui (di cui 1,2 nel Sud e nelle isole) e che, grazie alle misure introdotte con la legge di bilancio per il 2025, l’assegno medio mensile dell’ADI è cresciuto dai 616 euro del 2024 ai 755 euro del 2025.
La Relazione osserva che, nel complesso, le misure assunte sia in materia di ADI sia in tema di Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) (i cui beneficiari da settembre 2023 a dicembre 2025 risultano 228.307, con 7,4 mensilità percepite in media) comportano un miglioramento del reddito medio disponibile di oltre 1.300 euro annui a beneficio di un milione di famiglie (circa il 3,9 per cento delle famiglie residenti).
Segnala infine che il Documento in esame conferma il precedente elenco, definito nel Documento programmatico di finanza pubblica dell’ottobre 2025, dei disegni di legge da considerare come collegati alla manovra di bilancio; nell’ambito di tale elenco, si ricorda – tralasciando i disegni di legge già presentati alle Camere o comunque già varati dal Consiglio dei ministri – la previsione di collegati recanti: interventi in materia di disciplina pensionistica; misure a sostegno delle politiche per il lavoro e delle politiche sociali; interventi a favore delle politiche di contrasto della povertà; misure per il sostegno alle famiglie numerose.
Tiziana NISINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.55.
AUDIZIONI INFORMALI
Martedì 28 aprile 2026. — Presidenza della vicepresidente della VII Commissione, Valentina GRIPPO.
Audizione informale, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1271 Ghirra, C. 1349 Amato, C. 1549 Manzi, C. 2716 Iacono e C. 2771, approvata in un testo unificato dal Senato, recanti Istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità, di:
Valerio Serino, responsabile dell’Ufficio politiche per il lavoro e inclusione delle persone con disabilità – Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL) nazionale;
Mirella Novelli e Roberto Garofani, rispettivamente funzionaria dell’Unione italiana del lavoro (UIL) e Segretario nazionale dell’Unione italiana lavoratori scuola ricerca università, alta formazione musicale e coreutica (UIL Scuola RUA);
Giacomo Gresta, componente dell’esecutivo nazionale dell’Unione sindacale di base (USB) lavoro privato;
Moira Aloisio, componente del Coordinamento nazionale della Confederazione unitaria di base – Scuola università e ricerca (CUB SUR);
Sabrina Boarelli, esperta di politiche dell’inclusione della Confederazione italiana sindacati lavoratori scuola (CISL Scuola), in videoconferenza;
Ornella Cuzzupi, segretario generale della Federazione nazionale unione generale del lavoro (UGL) istruzione, in videoconferenza.
L’audizione informale è stata svolta dalle 12 alle 13.10.



























