L’avvio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste Italiane su Tim “segna una fase nuova e potenzialmente storica – spiega in una nota Raffaele Roscigno, segretario generale di Slp Cisl e vice presidente di Uni Europa – per il sistema industriale italiano.” Per il sindacalista, si è di fronte alla nascita della più grande piattaforma nazionale di infrastruttura connessa, capace di integrare servizi finanziari, logistica, telecomunicazioni e digitale, che rafforza il ruolo di Poste Italiane come presidio strategico del Paese e ne consolida le prospettive di crescita e occupazione. “Un progetto di questa portata – sottolinea – potrà realizzarsi pienamente solo con la partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori. Va detto con chiarezza – prosegue – che se oggi Poste Italiane è nelle condizioni di acquisire un’altra grande azienda, lo deve al lavoro e alla produttività dei postali, che in questi anni hanno generato risultati economici straordinari. Per questo al centro dell’integrazione devono esserci le persone”.
Per Roscigno, sarà importante comprendere, attraverso un confronto sindacale strutturato e permanente, come si svilupperanno le sinergie annunciate e quali ricadute avranno sull’organizzazione del lavoro. “Per noi il principio è evidente: chi ha reso possibile questa operazione non potrà in alcun modo pagarne i costi, e dentro Poste Italiane le sinergie dovranno tradursi esclusivamente in crescita e sviluppo, mai in razionalizzazioni. I postali meritano di essere protagonisti di questa nuova fase. Va infine riconosciuto il merito dei vertici di Poste Italiane, che con visione e coraggio hanno saputo costruire un’operazione strategica di questa portata: una scelta industriale lungimirante che proietta l’azienda e il Paese nel futuro”, conclude Roscigno.
“In queste ora, con il lancio dell’Opas di Poste Italiane, leggiamo dichiarazioni che parlano del ‘grande progetto’ nato dalla separazione dell’ex monopolista. La realtà, però, è ben diversa da quella che qualcuno continua a raccontare. Siamo arrivati a questo punto perché quel progetto si è rilevato un fallimento: un’operazione che non aveva una vera visione industriale e che non ha prodotto i risultati promessi”. Lo sottolinea Salvatore Ugliarolo della UilFpc nel giorno dell’avvio delle negoziazioni per l’Opas di Poste su Tim.
Per Ugliarolo la separazione della rete “non ha risolto le criticità strutturali dell’azienda né ha prodotto i benefici annunciati. Accogliamo con favore l’iniziativa di Poste Italiane perché riteniamo possa rappresentare la prima concreta opportunità per costruire un autentico progetto industriale, capace di garantire stabilità, sviluppo e prospettive sia all’azienda sia alle sue lavoratrici e ai suoi lavoratori. Negli ultimi due anni, infatti, il prezzo più alto lo hanno pagato proprio le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Tim e quelli delle aziende in appalto, a partire da chi opera nel settore dei call center”.
“È arrivato il momento di chiudere definitivamente una stagione fatta di annunci e slogan e di aprirne una nuova, fondata su una reale visione industriale, su investimenti, innovazione e valorizzazione del capitale umano” evidenzia il numero uno della UilFpc.
“Il futuro di Tim non può essere costruito chiedendo ancora sacrifici alle lavoratrici e ai lavoratori. Serve una strategia credibile che rimetta al centro l’impresa, il lavoro, le competenze e le persone che, nonostante tutto, hanno continuato a garantirne il funzionamento e la qualità dei servizi. Per questo, una volta conclusa l’Opas, sarà fondamentale avviare un confronto con il management di Poste Italiane per entrare nel merito del progetto industriale e conoscerne obiettivi, tempi e prospettive di sviluppo”.




























