Stallo sul decreto delegato del Jobs act che riordina gli ammortizzatori sociali. La commissione Bilancio della Camera non ha potuto fornire il proprio parere alla commissione Lavoro poiché attende a sua volta il parere della conferenza Stato-Regioni (convocata per giovedì) e poiché manca un’assicurazione da parte della Ragioneria generale dello Stato sul nodo della clausola di salvaguardia (gli ammortizzatori sociali sono un diritto soggettivo e non si dovrebbe porre un tetto).
“Domani – ha spiegato il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano – depositerò il parere sul decreto delegato che riguarda il contratto a tutele crescenti. Poi – ha aggiunto – compatibilmente con i tempi degli altri pareri darò anche il parere sugli ammortizzatori sociali”.
Anche in Senato, in attesa del parere della conferenza Stato-Regioni, si dovrà soprassedere sugli ammortizzatori, mentre per domani il presidente della commissione Lavoro, Maurizio Sacconi, dovrebbe depositare il testo sul contratto a tutele crescenti.
Dunque, il voto sul parere sul contratto a tutele crescenti dovrebbe esserci entro questa settimana; mentre il voto sugli ammortizzatori slitterà necessariamente alla prossima. Le commissioni Lavoro del Parlamento devono esprimersi entro giovedì.
Sui rimanenti decreti attuativi del Jobs act, a partire dal riordino delle tipologie contrattuali, il lavoro del Governo prosegue a “ritmo serrato”. Portarli tutti insieme all’esame del consiglio dei ministri del 20 febbraio, come vorrebbe il premier Matteo Renzi, è “una possibilità”, che tuttavia non significa che sia una probabilità. E’ quanto hanno riferito fonti del ministero del Lavoro, sottolineando che “si sta lavorando a spron battuto”.
Per il momento, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, non ha fissato una data per il confronto con i sindacati. Le stesse fonti hanno assicurato che, come è sempre accaduto nei mesi scorsi, ci sarà anche questa volta una sede di consultazione per “raccogliere le opinioni di tutti”.
Dopo i pareri espressi dalle commissioni Lavoro di Camera e Senato, nel Cdm del 20 dovrebbero tornare per il via libera definitivo i due decreti relativi al contratto a tutele crescenti, con le nuove norme sull`articolo 18 dello statuto dei lavoratori, e alla nuova Aspi. I sindacati auspicano che il parere della commissione della Camera sui licenziamenti collettivi possa indurre il Governo a una correzione.



























