Non c’è ancora stato un momento di confronto tra sindacati e Governo sul decreto attuativo del Jobs act relativo alle tipologie contrattuali, che andrà all’esame del consiglio dei ministri del 20 febbraio. Lo ha riferito il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine di un’iniziativa unitaria sugli appalti.
“No – ha risposto Barbagallo – abbiamo il sospetto che sulle tipologie contrattuali ci siano idee ben confuse. La promessa di eliminare i contratti che creano precarietà va mantenuta”. Il segretario generale della Uil ha poi auspicato una correzione della normativa sui licenziamenti collettivi. “Speriamo – ha proseguito – che il parere della commissione della Camera, che ha la nostra stessa idea, possa mettere il Governo nelle condizioni di eliminare i licenziamenti collettivi”.
Barbagallo ha inoltre lamentato il fatto che anche sul decreto che andrà in Cdm il 20 non esistono testi su cui iniziare una discussione. “Purtroppo – ha aggiunto – con questo Governo non si parla mai con testi alla mano”. La Uil chiede modifiche anche sui voucher, innalzando i tetti e inserendo dei paletti relativi ai settori di applicazione.
“Nei posti di lavoro la ripresa occupazionale ancora non si vede”. Lo ha affermato il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, riferendosi ai commenti del Governo improntati all’ottimismo. “Comunque – ha detto a margine di un’iniziativa unitaria sugli appalti – ci auguriamo che ci sia”.
Il segretario generale della Uil ha sottolineato di aver voluto “evitare di dire che c’è un po’ troppo ottimismo in giro, che non vorrei fosse legato a qualche tentazione elettorale”. Secondo Barbagallo gli ultimi dati disponibili sulla disoccupazione, così come le stime di crescita e i dati sulla produzione industriale, “vanno verificati. Se le previsioni di Confindustria sono esatte, saremo contenti. In questo modo, utilizzeremo il 2015 come anno della contrattazione e della ripresa degli investimenti”.
Sul versante occupazionale, Barbagallo tuttavia teme una sorta di “effetto riciclaggio” dei lavoratori, nel senso che in alcune aziende i lavoratori che erano in cassa integrazione vengono poi licenziati aspettando il momento di poterli riassumere applicando i decreti del Jobs act.



























