Almaviva Contact chiude le sedi di Roma e Napoli licenziando rispettivamente 1666 e 845 persone. Nella dichiarazione di esuberi l’azienda afferma la necessità di consolidare le attività svolte fino a oggi nel sito di Roma presso altre sedi, prendendo le commesse (Inps, Trenitalia, Eni) “e facendo svolgere queste attività – spiegano in una nota Stefano Cardinali e Fabrizio Tola, segretari della Slc Cgil di Roma e Lazio – in altre sedi”.
Inoltre in queste ore l’azienda ha comunicato ai sindacati di categoria l’intenzione di inviare in trasferta dei lavoratori presso le sedi di Milano e Paleremo, con l’obiettivo di formare altri lavoratori in grado di poter svolgere le commesse oggi presenti nel sito di Roma.
“Chiediamo un immediato intervento delle istituzioni – sottolineano Cardinali e Tola – a partire dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il sottosegretario Bellanova e il ministero del Lavoro per bloccare immediatamente iniziative che produrrebbero ulteriori tensioni sociali”.
Allo stesso tempo i sindacalisti hanno chiesto che che vengano ascoltati i committenti per verificare se hanno autorizzato lo spostamento delle attività lavorative “visto che fino a qualche settimana fa – proseguono i sindacalisti – e anche nel corso della precedente trattativa al ministero dello Sviluppo Economico, Almaviva ha sempre affermato che non era possibile spostare le commesse”.
I sindacati hanno presentato un esposto alla Direzione territoriale del lavoro e al ministero del Lavoro per un utilizzo improprio del contratto di solidarietà. “Domani – concludono Cardinali e Tola – abbiamo indetto una giornata di sciopero con presidio unitario che si svolgerà in concomitanza dell’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico previsto per le ore 14.30″.




























