Piazza Affari sui minimi a meno di un’ora dalla chiusura delle contrattazioni con Wall Street che procede in picchiata dopo il downgrade di Standard and Poor’s. L’indice Ftse Mib segna un -2,27%. Virano in lieve calo i bancari. Mentre peggiora tutto il comparto industriale, in particolare i titoli del Lingotto (Fiat -8,88% e Fiat Industrial -9,48%) e Pirelli (-10,96%). Scivolano ancora i petroliferi (Saipem -7,10% e Tenaris -7,15%). Così arriva una raffica di sospensioni a Piazza Affari con otto titoli in asta di volatilità a meno di un’ora dalla chiusura delle contrattazioni. Sospesi Mediolanum (-5,23% teorico), Buzzi (-4,09%), Fiat industrial (-10,48%), Exor (-5,64%), Pirelli (-10,96%), Prismian (-7,05%), Tod’s (-7,03%) e Lottomatica (-5,78%).
Eppure le reazioni e gli umori erano stati molto differenti tra di loro, in Asia e in Europa, alla ripresa delle contrattazioni dopo il weekend di riflessione seguito alla decisione di Standard and Poors di tagliare il rating del debito sovrano degli Usa. Mentre le Borse asiatiche hanno registrato tutte chiusure decisamente negative, in Europa sembrava prevalere la fiducia, seppure con molti alti e bassi. Ad influire sulle performance iniziali c’era stata probabilmente la decisione della Bce di sostenere le economie dei Paesi membri più a rischio acquistando i loro titoli di Stato, soprattutto Italia e Spagna. E non a caso i listini di Milano e Madrid sono stati i primi a crescere in un panorama europeo contrassegnato da risultati molto diversificati: Londra cedeva l’1,87%, Parigi l’1,55% e Francoforte il 2,39%. Giornata in picchiata per la Borsa di Atene che ha chiuso a -6% con l’indice guida Athex sotto la soglia psicologica dei 1.000 punti a 998,24. Mentre Mosca ha perso l’8%
Ma l’euforia iniziale è andata via via stemperandosi nel corso della seduta. Gli indici di Piazza Affari, a mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni, parlavano di un Ftse Mib salito del 4,8%, con buone performance soprattutto per i bancari. L’indice poi è arretrato di un paio di punti, per precipitare in seguito allo 0,5% arrivando infine in territorio negativo, con un -1,3% a cui sono seguite continue oscillazioni sopra e sotto lo zero. Sul paniere di riferimento prevale il segno meno, con alcune eccezioni in campo bancario. Nel pomeriggio – influenzata dai ribassi di Wall Street – Piazza Affari rivede i minimi. L’indice Ftse Mib, complice la flessione del Dj, segna una flessione dell’2,42% e registra un minimo infraday di 15.748 punti. E le vendite hanno colpito anche le altre piazze con forti ribassi per Parigi (-3,92%) e Francoforte (-4,63%).
SI RIDUCE LO SPREAD – Dalle contrattazioni in ambito europeo emerge anche un forte calo degli spread fra Btp italiani e Bund tedeschi in avvio dei mercati. Scendono sotto quota 300 punti i differenziali dei titoli decennali di Italia e Spagna rispetto al titolo di riferimento tedesco. La titubanza degli investitori a Piazza Affari è probabilmente legata al nuovo sorpasso dei titoli di stato spagnoli sui Btp, che evidenziano un differenziale di 297 punti base sui Bund tedeschi, ben 10 punti in più degli analoghi titoli iberici. Ma intorno alle 14 i titoli di Stato italiani tornano a superare quota 300 punti: lo spread fra il Bund tedesco e i Btp, è a 302.68 (-19,043%).



























