“Se non è un programma di governo, poco ci manca. Ci manca per l’esattezza giusto l’intenzione di pubblicare quel testo, nel quale Jean Claude Trichet e Mario Draghi hanno di fatto indicato all’Italia la strada da prendere”. È quanto scrive oggi il Corriere della Sera parlando della lettera scritta al governo italiano dal presidente della Bce Jean Claude Trichet e dal suo successore Mario Draghi.
Nella missiva recapitata tra giovedì e venerdì, l’Eurotower “suggerisce a Berlusconi di procedere per decreto” sulle liberalizzazioni in tutta la struttura dell’economia. “Altrettanta urgenza emerge sul tema delle privatizzazioni: si parla di cessioni anche per le società pubbliche locali e si chiede di avanzare il più rapidamente possibile”.
I banchieri centrali trattano anche di mercato del lavoro, forse il tema più delicato, perché riguarda un settore storicamente rimasto fuori dalle competenze europee.
“Ma stavolta – scrive il Corriere – Trichet ci entra e lo fa nei dettagli: meno rigidità nelle norme sui licenziamenti dei contratti a tempo indeterminato, interventi sul pubblico impiego, superamento del modello attuale imperniato sull’estrema flessibilità dei giovani e precari e sulla totale protezione degli altri”.
Un messaggio che contiene ” un potente strumento di persuasione: se l’Italia disattende il merito della lettera, può scordarsi l’intervento della Bce per sostenere i titoli di debito del Tesoro”.
Il governo dica “se viviamo in un paese commissariato e senza autonomia” e chiarisca “quali sono le condizioni poste dalla Bce per acquistare i bond italiani”, afferma la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso intervistata sempre oggi da Repubblica.
Secondo la dirigente sindacale, la lettera dei banchieri “apre un problema di democrazia”, perciò il testo “deve essere pubblicato senza omissioni, così ognuno potrà valutare a che punto è la crisi senza il velo delle continue menzogne del governo, sono sempre più convinta che questo governo sia parte del problema”.



























