Garantire che in un’Europa allargata il livello dei fondi strutturali non sia inferiore a quello dell’Ue a Quindici; creare una reale sinergia tra i vari fondi semplificandone l’applicazione; introdurre un regime di aiuti Ue per quelle regioni che per effetto dell’allargamento usciranno dalla rosa dei beneficiari delle aree più in ritardo economico (obiettivo 1). Sono queste le linee guida, votate oggi dal Comitato europeo delle regioni, la voce delle comunità locali e regionali nell’Ue, a cui dovrebbe attenersi la futura politica di coesione in un’Europa ben presto allargata a 25 paesi.
Nell’ambito territoriale dovrebbero confluire tutti i fondi, non più essere divisi per materia ma concentrati e spesi sul territorio. Quanto all’ammontare dei finanziamenti Ue, non potrebbero scendere ad un livello inferiore agli attuali – ossia pari allo 0,45% del Pil europeo – e nel caso non dovessere aumentare, diventerebbe più che mai necessaria una riorganizzazione delle risorse all’interno degli attuali fondi Ue.
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