“Credo che in un momento come questo, un momento complicato per il Paese, l’Europa dovrà fare l’Europa, essendo un europeista convinto”, quindi intervenire “sicuramente sul debito pubblico. Non si può pensare agli aiuti di Stato, perché la nostra capacità fiscale sarebbe ovviamente bassissima, perché il debito che abbiamo non ci permetterebbe di sostenere le imprese”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando con i giornalisti il dato Eurostat sul deficit italiano al 3,1%, che allontana al 2027 l’uscita del nostro Paese dalla procedura di infrazione Ue. “Ricordo solo che la Germania due settimane fa ha erogato 26 miliardi a sostegno dell’energia. Noi 26 miliardi non li abbiamo – ha aggiunto – c’è un tema di competitività. Non è che solo alcuni Paesi europei, ma tutta l’Europa deve andare bene, essendo noi la seconda manifattura europea”.
“Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che in Sicilia cominciano a mancare sullo scaffale alcuni prodotti. E quando cominciano a mancare i prodotti sugli scaffali significa che…”. Per Orsini l’Europa “si deve svegliare, abbiamo bisogno che si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull’energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall’Europa. L’Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei Paesi che sono un po’ più indietro sull’energia”.
Sull’energia, secondo il presidente di Confindustria, l’Italia deve “fare i compiti a casa” mettendo a terra tutto quello che è possibile, riapertura delle centrali a carbone inclusa. “In Italia dobbiamo fare i compiti a casa, perché dobbiamo cercare subito l’area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l’eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell’energia” ha detto, aggiungendo di aspettarsi che l’Europa dia “garanzie alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”.
“Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti, ma se neanche i partiti politici riescono a trovare l’area idonea, capite che è un problema” ha lamentato Orsini. “Poi è logico puntare alle nuove tecnologie, i micro reattori nucleari, ma ci vogliono dieci anni. Quindi – ha concluso – occorre fare tutto quello che si può, anche riaprire le centrali a carbone, perché se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Ricordo che la Germania lo sta facendo”.




























