All’indomani del vertice di Arcore tra il premier Silvio Berlusconi e i vertici della Fiat non arrivano commenti dalla General Motors, che si prepara a svalutare la sua partecipazione del 20% in Fiat Auto. E non si esclude che possa anche azzerare il valore della quota che nel 2000, al momento dell’accordo con Torino, aveva iscritto in bilancio per 2,4 miliardi di dollari. Un annuncio che, come ha detto nei giorni scorsi al Wall Street Journal lo stesso presidente Paolo Fresco, potrebbe essere la prima mossa della trattativa per la vendita dell’auto alla casa di Detroit.
La svalutazione dovrebbe essere effettuata domani con la presentazione dei conti del terzo trimestre dell’anno. Nel quartier generale del colosso americano la parola d’ordine, per quanto riguarda il Lingotto, è ‘no comment’. “La nostra linea – spiega il portavoce della casa automobilistica – è quella di non rilasciare alcun commento su Fiat, sulle intenzioni della società e su quello che in Italia vogliono fare al riguardo.
Capiamo bene la situazione e il nostro desiderio è quello di non fomentare alcun comportamento speculativo”.
Il portavoce di Gm rimanda così alla presentazione dei dati trimestrali in programma domani quando, alla presenza del direttore finanziario John Devine, l’azienda farà il punto sull’andamento dell’esercizio in corso e tratteggerà i primi spunti per il 2003 ormai prossimo. E lo stesso Devine in passato non aveva escluso che la svalutazione del valore di libro del 20% di Fiat Auto a causa delle perdite potesse arrivare fino al completo azzeramento.
Nel ribadire la scelta di Gm, di non fare alcuna osservazione sul momento attraversato dalla Fiat e “sulle sinergie e le joint venture in corso” con la casa torinese, il portavoce sottolinea come sul versante europeo i punti di vista siano quelli spiegati dai vertici aziendali negli scorsi mesi, ribaditi anche da una intervista rilasciata dall’amministratore delegato della società a Maria Bartitromo, star del network finanziario Cnbc, “la scorsa settimana e mandata in onda solo ieri”.
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