È in corso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo su Electrolux, convocato dopo l’annuncio da parte della multinazionale svedese di un piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi in Italia — quasi il 40% dei 4.500 occupati attuali —, la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi, dove lavorano 170 persone, e il taglio del personale anche negli altri siti di Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano).
Presenti al confronto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sede degli stabilimenti del gruppo coinvolti: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche.
In concomitanza con l’incontro, è stato proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio davanti al Mimit.
L’azienda ha motivato la decisione con la crisi del settore, legata alle difficoltà del mercato europeo, all’aumento dei costi di produzione e alla crescente concorrenza asiatica.

























