Chiuso il 2002 a passo di carica con una crescita delle vendite pari 36% nel mese di dicembre, General Motors entra nel nuovo anno con un problema vecchio ancora da risolvere: quello del piano di pensionamento aziendale.
Sul bilancio della prima produttrice di veicoli al mondo, già appesantito dalla vicenda Fiat di cui la casa di Detroit detiene il 20% del settore auto, grava infatti da tempo la questione delle spese per il piano pensioni interno, un fronte che drena all’azienda miliardi di dollari – ben 19,1 nel 2002 – e che non promette nulla di buono per l’anno in corso: nel 2003 – così hanno annunciato da Detroit – le spese per le pensioni saranno triplicate, passando dal miliardo dello scorso anno ai tre previsti per questo.
Una notizia destinata a rallentare la corsa agli utili della società, proprio all’indomani del salone di Detroit, in cui la General Motors ha presentato diversi modelli nell’ottica di rafforzare il progresso del marchio sul mercato internazionale dell’auto.
A spingere il costo delle pensioni – secondo quanto annunciato da Gm – l’abbassamento al 9% del tasso stilato per i ritorni sugli assett. Riduzione decisamente importante – soprattutto se si considera che il tasso era rimasto fermo al 10% dal 1993 – e che complica il quadro dell’azienda automobilistica americana: già nel 2002 gli asset legati al piano di pensionamento erano calati del 7%, determinando un ‘bucò di 19,3 miliardi di dollari alla fine dell’anno, rispetto ai 9,1 miliardi di dollari del 2001.
L’aumento delle spese per il piano di pensionamenti aziendale – così ha spiegato il portavoce Jerry Dubrowski ai network finanziari – verrà affrontato con serietà da Gm, intenzionata a bilanciare incrementi in questo campo con tagli ad altri costi.
Tagli che appaiono inevitabili: a causa dell’aumento dei costi pensionistici, General Motors ha reso noto di attendersi, per il 2003, utili intorno ai 5 dollari per azione – escludendo la controllata Hughes, attiva nella televisione satellitare e alcune spese – mentre nel 2002 la cifra si era attesta sui 6,75 dollari per azione.
Nonostante le notizie poco esaltanti sul fronte delle pensioni, per l’anno in corso, il direttore finanziario di Gm, John Devine ha annunciato sul sito della società di attendersi una cassa di 10 miliardi di dollari e una crescita della quota di mercato in tutte e quattro le aeree regionali di attività del settore auto.
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