Trimestrale a due facce per General Motors. Il colosso automobilistico di Detroit atteso oggi dalla presentazione dei dati relativi al terzo scorcio dell’esercizio fiscale 2002, ha mostrato a investitori e comunità finanziaria una perdita di 804 milioni di dollari, su cui ha pesato la svalutazione della quota in Fiat Auto, ma anche un risultato superiore alle stime rilasciate dal management negli scorsi mesi e un ‘outlook’ per l’intero anno in rialzo rispetto alle aspettative interne dell’azienda.
Considerazioni, queste ultime, che hanno permesso, intorno al passaggio di metà seduta, un guadagno di oltre i quattro punti percentuali per il titolo quotato a Wall Street.
Al termine del trimestre, comunque, il primo produttore mondiale di auto ha archiviato una perdita pari a 804 milioni di dollari (o 1,42 dollari per azione) rispetto a una perdita di 368 milioni di dollari (o 41 centesimi per azione) riportata nel medesimo lasso di tempo del 2001 da addebitare, secondo la società, agli oneri non ricorrenti sostenuti nel periodo (inclusi i risultati della controllata attiva nel comparto della tv satellitare, Hughes Electronics) ammontati, complessivamente, a 1,42 miliardi di dollari (o 2,62 dollari per azione).
Pesante, per l’andamento del terzo trimestre, la decisione dell’azienda americana di svalutare il 20% posseduto in Fiat Auto (acquisito due anni fa alla cifra di 2,4 miliardi di dollari) per 1,37 miliardi di dollari.
Nonostante il ‘rosso’ accumulato, sulla fiducia degli investitori hanno fatto presa i dati sui ricavi, saliti del 2,6% (da 42,48 miliardi di dollari a 43,58 miliardi di dollari) e i risultati del trimestre calcolati escludendo gli oneri non ricorrenti apparsi superiori alle attese della compagnia: senza questi oneri, infatti, Gm ha guadagnato 696 milioni di dollari, o 1,24 dollari diluiti per azione contro una stima (rilasciata nello scorso settembre) pari a un dollaro diluito per azione.
Per questo Gm ha alzato l”outlook’ relativo all’intero esercizio fiscale, attendendosi, ora, un profitto pari a 6,75 dollari per azione, superiore a quello di 6,50 dollari per azione tratteggiato in precedenza.
Numeri, secondo il management, suscettibili di incremento qualora Gm prosegua sulla strada del controllo dei costi e dell’attenzione ai prodotti intrapresa da tempo, capace spingere a ottimi livelli la vendita di autoveicoli in Nord America che ha garantito profitti pari a 510 milioni di dollari.
Da parte sua la divisione europea di Gm ha riportato una perdita pari a 180 milioni di dollari, comunque più bassa rispetto a quella di 287 milioni di dollari dell’anno precedente mentre sul versante dell’Asia e del Pacifico il dato parla di un profitto pari a 76 milioni di dollari. In perdita per 61 milioni di dollari, infine, le operazioni legate all’America Latina, Africa e Medio Oriente.
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