Obiettivo raggiunto: i fondi strutturali europei impegnati dall’Italia nel 2000 dai programmi operativi per le regioni del sud Italia più in ritardo economico (Obiettivo 1), sono stati tutti utilizzati dalle regioni competenti, quindi il nostro paese non subirà per l’annualità 2000 alcun taglio da parte dell’Ue. L’annuncio è arrivato oggi dal vice ministro per L’Economia con delega al Mezzogiorno, Gianfranco Miccichè che lo ha ha definito ”un traguardo importante”, aggiungendo che ”fino ad oggi non era mai successo che l’Italia fosse al primo posto nell’utilizzo dei fondi strutturali europei”. Il dato importante è che per la prima volta, nella programmazione 2000-2006, è scattata per i QCS relativi all’Obiettivo 1 la regola comunitaria del disimpegno automatico dei fondi strutturali impegnati ma non spesi dai singoli paesi. Per l’Obiettivo 2, relativo alle regioni del centro-nord in difficoltà, la regola scatterà invece dal prossimo anno. Al 31 dicembre 2002, quindi, ”dai dati delle domande di pagamento inoltrate alla Commissione europea dalle Amministrazioni responsabili”, risultava che ”tutti i programmi operativi hanno realizzato il pieno utilizzo delle risorse impegnate nel 2000”, per un totale di 2.616,527 milioni di euro, suddivisi tra i diversi fondi strutturali. Nel dettaglio: 1.798,572 milioni di euro al Fesr (infrastrutture e incentivi), 419,735 oro), 380,820 al Feoga (agricoltura), 17,400 allo Sfop (pesca). Il totale dei pagamenti eseguiti (2.750,842 milioni di euro) e richiesti da eseguire (837,359) è invece di 3.588,201 milioni di euro, con una risultante di 971,674 milioni di euro di importi eccedenti gli impegni.
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