• Today is: domenica, Gennaio 29, 2023

La banca, il patriarcato e mia figlia di otto mesi

Tommaso Nutarelli
Ottobre03/ 2022

Vado in banca, uno dei principali istituti di credito, per aprire un fondo pensione per mia figlia. Nel bel mezzo della pratica, insieme alla gentilissima addetta ci imbattiamo in un questionario. La prima domanda riguarda il grado di istruzione di mia figlia. Avendo appena otto mesi il quesito ha poco senso, e chi ha realizzato il programma avrebbe potuto pensare di eliminare in automatico questo passaggio nel momento in cui viene inserita nell’anagrafica la data di nascita.

Tuttavia, poco male penso. Non sono di sicuro queste cose che rubano il nostro prezioso tempo. Procediamo con il questionario. Si presenta, così, la domanda sul tipo di professione svolta. A questo punto non è tanto l’insensatezza dell’interrogativo ad attirare la mia attenzione quanto, piuttosto, le opzioni disponibili, e, in particolare, una. Perché in mezzo a pattinatrice sul ghiaccio o guida di kayak – giuro, non sto scherzando – salta fuori la dicitura “moglie di dipendente”. La stessa impiegata rimane alquanto interdetta, e con un sorriso tra l’ironico e lo sconsolato commenta: “allora perché non mettere anche “marito di dipendente”, visto che io lavoro in banca e mio marito no?”.

Partiamo dalla premessa che i software usati dall’istituto di credito non rispecchiano la sua politica in materia di parità di genere, e che decifrare e contestualizzare dalla fredda e nuda macchina il perché l’essere moglie di un dipendente sia una professione non è per nulla facile. Se si vuole pensar male, chi ha immesso nel programma questa elocuzione ritiene che solo gli uomini possano lavorare in banche, e che le donne, quindi, svolgano altri impieghi o non li abbiano affatto, e che, alla fine, la loro professione sia essere mogli di dipendenti.

Se invece si vuole essere più indulgenti, l’intera vicenda può essere derubricata a un maldestro risultato di programmazione, nel quale non c’era nessuna volontà discriminatoria o di raffigurare una società non più attuale.

Certo che se anche l’informatica è patriarcale, mi viene da dire povera figlia mia.

Tommaso Nutarelli

Tommaso Nutarelli

Redattore de Il diario del lavoro.