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Home - Approfondimenti - La nota - L’Italia che sogna Draghi (ma si risveglia con Conte)

L’Italia che sogna Draghi (ma si risveglia con Conte)

di Nunzia Penelope
27 Marzo 2020
in La nota
L’Italia che sogna Draghi (ma si risveglia con Conte)

Super Mario is back. L’ex presidente della Bce e’ tornato a far sentire la sua voce, con un articolo pubblicato dal Financial Time. L’ultima volta che Draghi aveva parlato era stato in fondo solo qualche mese fa, in occasione del passaggio di consegne a Francoforte. Ma ovviamente, sono trascorse parecchie ere geologiche, da quel tempo. Sta di fatto che l’epidemia di coronavirus, e più specificamente le sue conseguenze sull’economia mondiale, hanno convinto Draghi che era il momento di intervenire. Sostanzialmente, indicando una rotta ai governi europei che si può riassumere cosi’: fate debito, fate debito, fate debito. Tanto, e tutti. E fatelo in fretta, subito. In pratica, il padre del bazooka ora lo mette tra le braccia dei governi, e dice ‘’sparate tutti i colpi che avete, e anche di piu’’.

Se e come i governi europei gli daranno retta e’ tutto da vedersi. A giudicare da come e’ andato il vertice Ue di giovedi, le titubanze dei soliti paesi rigoristi del nord Europa sono tutte in piedi, come sempre. Ma a parte questo, va segnalato come l’intervento di Draghi sia stato accolto in Italia come il preavviso di una possibile discesa in campo diretta. In un futuro non lontanissimo, si spera, quando cioè sarà terminato il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, ci saranno da raccogliere i cocci di un paese in ginocchio: tutti parlano di ‘’economia di guerra’’, e anche Draghi lo fa nel suo intervento. Ma cosa questo significhi, e soprattutto, chi potrà guidare questo processo di ricostruzione, che sara’ altrettanto difficile e penoso del fronteggiamento del virus, non e’ affatto chiaro. Così come non sono chiare infinite altre cose, in queste  terribili settimane.

Per esempio, non e’ chiaro per quale motivo la sesta potenza industriale mondiale, che poi saremmo noi, l’Italia, non sia riuscita a mettere insieme quattro stracci di mascherine e guanti per proteggere non solo la popolazione, ma soprattutto i suoi medici, i suoi infermieri. Quelli di cui si parla ogni giorno come degli eroi della vicenda virus ma che intanto, prima e piu’ di una medaglia al valore, vorrebbero strumenti adeguati a proteggersi, e proteggere coloro che vengono affidati alle loro cure. Sono ormai oltre 40 i medici morti per aver contratto l’infezione, e innumerevoli i contagiati. E non e’ chiaro, anche, per quale motivo non si riescano a fare tamponi in maniera efficiente e ordinata, e  non si riesca nemmeno a mettersi d’accordo se farli, o non farli, a chi farli. Si va tentoni, a seconda dei giorni e delle lune.

Non e’ chiaro come  il governatore della Lombardia, il leghista Fontana, possa permettersi (ieri) di definire ‘’un po’ imbarazzante’’ l’improvviso innalzamento dei contagi di giovedi, aggiungendo, con un candore quello si imbarazzante: ‘’non so se e’ arrivato il picco o ci e’ sfuggito qualcosa’’.

Non e’ chiaro perche’ la zona rossa a Bergamo non sia stata fatta per tempo, quando probabilmente sarebbe bastata a contenere l’infezione, in nome delle salvaguardia delle 376 aziende, dei 37 mila dipendenti, dei circa 600 milioni di fatturato che vi erano comprese; mentre si e’ poi sottoposta tutta l’Italia a una drastica chiusura delle attività produttive che ci costera’ una percentuale di Pil che nessuno osa nemmeno pensare o tanto meno scrivere.

Non sono chiare nemmeno le varie ‘’ordinanze’’ che determinano le condizioni lecite per le quali i cittadini possono, o non possono, uscire di casa. In un susseguirsi di ‘’moduli’’ per le famose autocertificazioni che diventano sempre più lunghi, complessi, farraginosi.  Inoltre, in mancanza dei tamponi, il governo ci manda adesso i droni, per controllare se chi esce di casa per fare la spesa davvero fa la spesa, o non si azzarda, magari, a fare i cinque minuti di vietatissimo jogging.

Non sono chiare, sopratutto, le misure economiche prese per dare un primo sollievo a chi ha perduto il lavoro e non sa se mai lo ritroverà.  Sulle norme di erogazione della Cassa integrazione è nebbia fitta,  sui famosi 600 euro di indennizzo una tantum che dovrebbero andare ai collaboratori e alle partite Iva, da richiedere sul sito dell’Inps, ancora non sono definiti i moduli per la richiesta stessa, che peraltro dovrebbe partire a fine mese.

Non e’ chiaro il destino delle pensioni, dopo che il presidente Inps, Pasquale Tridico, ha sibillinamente dichiarato che ‘fino a maggio non ci saranno problemi a pagarle’’,  gettando nel panico 16 milioni di pensionati che si sono ovviamente chiesti: e dopo maggio?

Non e’ chiaro, infine, quali misure economiche l’Italia intenda prendere ‘’da sola’’, come sembra abbia dichiarato Giuseppe Conte ieri sera, constatato che il vertice Ue non andava nella direzione sperata, cioe’ quella di una condivisione dell’emergenza e dei possibili costi di tutti i paesi che ne fanno parte.

Non e’ chiaro, pertanto, come faranno a risollevarsi dalla crisi le imprese che in queste settimane hanno chiuso i battenti,  ma anche e soprattutto i milioni di negozi, bar, ristoranti, alberghi, agriturismi, parrucchieri, manicure, boutique, pizzerie a taglio, pasticcerie,  fisioterapisti,  gelatai, avvocati, notai, stabilimenti balneari, impianti di sci,  ambulanti, ciabattini, e tutto quel mondo enorme  e variegato che si puo’ mettere sotto il titolo ‘’il paese reale e la sua economia”, che si ritrova oggi con una liquidita’ ridotta a zero, e con la prospettiva di dover, comunque, pagare stipendi, affitti, bollette, tasse, rate, merci.

In questa nebbia mefitica che ci avvolge tutti, e’ abbastanza scontato che le nette, chiarissime parole di Mario Draghi abbiano avuto un effetto forte sul paese e soprattutto sulla politica. Con da una parte quelli che lo sognano gia’ al governo, tra i quali sembra si possano annoverare Matteo Renzi e la gran parte dell’opposizione, dal capo della Lega Salvini, con Giorgia Meloni e quel che resta di Forza Italia, e dall’altro quelli che lo temono indirizzato appunto verso Palazzo Chigi; e tra questi ultimi ci sarebbero il Pd di Nicola Zingaretti e i Cinque Stelle. E ovviamente, ci sarebbe anche Giuseppe Conte, al quale l’intervento di Draghi ha fatto piu’ o meno l’effetto dell’ombra di Banquo su Macbeth. Al di la’ dei sondaggi puntualmente diffusi dai media, in base ai quali il gradimento del premier in carica sarebbe sempre ‘’il piu’ alto di sempre’’, un po’ tutti hanno ormai chiaro –ecco, questo e’ chiaro, si- che Conte non ha il phisique du role per guidare la riscossa economica del paese. E lo ha chiaro per primo Conte stesso.

Anche nelle capitali europee, quelle da cui dipenderanno, per esempio, i famosi eurobond, o corona bond, o come diavolo li si vorrà chiamare, e’ chiaro a tutti che un Mario Draghi avrebbe la forza e la credibilità per mettere insieme un governo di unità nazionale che, unito a un piano economico sensato, potrebbe darci una chance di salvezza. Ma arrivare a Palazzo Chigi, comunque, non sarebbe una strada semplice nemmeno per Super Mario. Sarebbe una strada irta di ostacoli, di fuochi amici, di trappole politiche fondate sul ‘muoia Sansone’ che probabilmente disincentivano chiunque dal tentarla. E dunque, sogniamo pure Draghi, ma non facciamoci illusioni; e’ assai probabile che risveglieremo ancora con Conte. E che il cielo ci assista.

Nunzia Penelope

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