La contrattazione è in crisi manifesta, ma c’è piena coscienza di queste difficoltà e della necessità di superare questi problemi e individuare il sentiero che possa portare a rapporti collaborativi tra le parti sociali. Una strada difficile da individuare, che passa comunque soprattutto dal confronto continuo, all’interno dei sindacati e tra questi e le parti datoriali, un confronto intessuto soprattutto di partecipazione. Partendo sempre dall’individuazione degli obiettivi primari che le parti vogliono darsi, per costruire attorno a essi strategie che possano risultare vincenti.
Sono questi i dati di fondo emersi dal seminario che Il diario del lavoro ha svolto lunedì 16 febbraio chiamando a dibattere della crisi della contrattazione e delle rappresentanze sociali esponenti delle nuove generazioni. Giovani sindacalisti, giovani imprenditori, giovani esperti di diritto del lavoro, sociologia, economia, tutti trentenni, hanno valutato il momento complesso che stiamo vivendo, le difficoltà che non sembra possano attenuarsi. Le recenti prese di posizione sia delle parti sindacali che di quelle imprenditoriali non mostrano infatti alcuna indicazione positiva, il desiderio di imboccare una strada che porti a sciogliere i nodi, quelli della contrattazione in primo luogo.
La stagione contrattuale si avvicina, tutti sanno bene che non ci sono a tutt’oggi le premesse per avere rinnovi uguali a quelli delle volte scorse, e che proprio per questo è in difficoltà il concetto stesso di contratto nazionale, ma nessuno sembra darsene conto. Il direttivo della Cgil in settimana ha ribadito la volontà di andare ai rinnovi contrattuali, ma ha respinto con sdegno la possibilità di rivedere la struttura stessa della contrattazione, ritenendo che qualsiasi nuovo accordo avrebbe un effetto negativo, divisivo sui settori. Si respinge il problema, si fa finta che non esista, ma in questo modo non si scioglieranno mai i nodi, anche molto intricati, che invece esistono e spingono le parti sociali alla paralisi.
C’è così il rischio che a intervenire sia il governo, con una legge sulla rappresentanza che certamente disegnerebbe anche una nuova contrattazione. Questa davvero sarebbe la fine delle relazioni industriali, almeno per come le abbiamo conosciute in questi anni, perché è dato per certo che il governo, se decidesse di muoversi in questo terreno, lo farebbe senza tener conto delle indicazioni delle parti sociali, come ha fatto finora sempre quando ha trattato problemi pure di diretta competenza di sindacati e imprenditori. Forse solo per questo le parti sociali, i sindacati e le confederazioni imprenditoriali, dovrebbero rendersi conto della necessità di mettere mano a una riforma vera della contrattazione, impedendo così a chiunque di intervenire, magari a sproposito.
Intanto il governo porta a casa la riforma del mercato del lavoro. Il consiglio dei ministri mentre noi scriviamo sta approvando i nuovi decreti attuativi del Jobs Act. Mancheranno ancora pezzi importanti della riforma, soprattutto la parte relativa alla cassa integrazione, la più difficile e anche la più delicata, ma il più sarà ormai fatto. Una nuova legislazione che non piace ai sindacati, tutti, che hanno criticato le decisioni del governo, ma che rappresenta ormai una realtà alla quale occorre adeguarsi. Proprio per questo è viva l’attesa per conoscere le decisioni del consiglio dei ministri sui diversi problemi ancora aperti alla vigilia della riunione di governo. Per sapere però quali effettivi riscontri questa nuova legislazione avrà sulla realtà produttiva e sociale del paese sarà necessario attendere non solo di leggere i decreti, ma anche di verificare i risultati del confronto tra i diversi esegeti che già si stanno scatenando in merito.
Contrattazione
È ripreso oggi il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore del credito, grazie all’apertura da parte di Abi a rimuovere le pregiudiziali su Tfr e scatti d’anzianità, le stesse che avevo determinato la rottura delle trattative il 25 novembre scorso. Dal fronte dei call center, invece, è arrivata l’ultima, ennesima, cattiva notizia: se Almaviva Contact dovesse perdere la commessa Wind per il sito di Palermo, l’azienda sarebbe pronta all’immediato licenziamento di 1.500 dipendenti, assunti a tempo indeterminato, e al blocco del rinnovo di 250 contratti di lavoratori a progetto. Sempre a Palermo, l’Alcatel Lucent ha dichiarato di voler procedere al licenziamento di 43 lavoratori per i quali non si prevede alcuna possibilità di ricollocazione interna. A seguito l’incontro azienda- sindacati, il primo dall’acquisizione di Indesit da parte della Whirlpool, non è stato ancora presentato il piano industriale post-acquisizione, e non se ne conoscerà il contenuto fino ad aprile. Ha avuto luogo invece il confronto tra i rappresentanti sindacali e quelli della Electrolux sul piano di verifica semestrale dell’accordo firmato lo scorso 14 maggio.
Nel settore farmaceutico è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Federfarma e Federazione Sanità–Confcooperative, volto ad avviare un percorso comune per sviluppare un sistema in cui, grazie alla collaborazione con le cooperative sanitarie, sarà possibile offrire ulteriori vantaggi ai cittadini tramite le farmacie. Ha infine preso il via la trattativa per la definizione del primo contratto integrativo di Eataly, il colosso della ristorazione commerciale di proprietà di Oscar Farinetti.
Interviste
Si è concluso ieri, a Roma, il “tour della legalità”, una delle iniziative promosse dalla Cgil all’interno della campagna nazionale “Legalità, una svolta per tutte”. Il Diario del Lavoro ha chiesto a Gianna Fracassi, coordinatrice dell’iniziativa, segretario confederale, un commento a caldo sul bilancio dell’esperienza itinerante appena terminata.
La nota
Questa settimana il Diario del Lavoro pubblica tre note. Fernando Liuzzi ricostruisce la storia umana e imprenditoriale di Michele Ferrero, recentemente scomparso. Emanuele Ghiani da conto del quadro delineato da Federmeccanica sulla situazione odierna del settore metalmeccanico.
Opinioni
Maurizio Ricci, a partire dall’analisi di un’indagine di Bankitalia sul mondo del lavoro, riferisce in merito al ruolo, sempre più determinante, svolto dall’istituto famigliare nei confronti di giovani e precari.
Documentazione
È disponibile sul sito il documento conclusivo del direttivo Cgil, tenutosi lo scorso mercoledì, e il testo dell’esposto all’Agcm del Fondo Perseo Sirio.



























