Dilaga in Europa l’orrore e, ancora più forte, la paura dell’orrore. La nostra vita cambia e cambierà ancora di più, ma i valori che ci tengono uniti sembrano riacquistare importanza, come sempre nei momenti di grande difficoltà. Per questo guardiamo tutti con timori crescenti al futuro, anche prossimo, ma allo stesso tempo diventiamo più forti nella consapevolezza dell’importanza di ciò che dobbiamo conservare.
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Qualcosa si muove nel pigro panorama della contrattazione. Le tre confederazioni dei lavoratori hanno deciso di cercare un accordo tra di loro per una riforma del modello. Il fallimento del tentativo esperito dalla Confindustria un mese fa aveva fatto credere che la via del dialogo si fosse interrotta, almeno nel breve periodo, e invece qualcosa ha ripreso a muoversi. Il 25 novembre, quindi mercoledì della prossima settimana, si incontreranno i tre segretari confederali Cgil, Cisl e Uil competenti per la materia contrattuale, Franco Martini, Gigi Petteni e Tiziana Bocchi, con il preciso mandato di cercare un accordo tra i sindacati, per poterla poi proporre alla Confindustria.
Non è un compito facile, perché i tentativi che sono stati esperiti nei mesi scorsi non hanno portato nemmeno a un avvicinamento. Le posizioni delle tre confederazioni restano molto distanti tra loro e unificarle non è un affare di poco conto. I tre segretari confederali lavoreranno su un vecchio documento, dove sono indicati i pochi punti di vicinanza e i tanti punti invece sui quali le organizzazioni sono di parere diverso. Un documento utile certamente, ma non sufficiente per far ben sperare. Anche perché sia la Uil che la Cisl hanno in questi mesi avanzato delle loro precise proposte per un nuovo modello di contrattazione e tornare indietro può non essere facile.
Il punto è che i tre segretari, secondo il mandato che hanno ricevuto, non devono cercare un accordo, devono trovarlo. I vertici confederali hanno infatti finalmente compreso che questo accordo, come anche quello successivo con la rappresentanza degli industriali, ma magari anche con le altre organizzazioni imprenditoriali, non è un optional. E’ una necessità stringente per evitare che sia il governo a dettare le regole della futura contrattazione. Su ciò che il governo vuole fare non ci sono anticipazioni perché tutto è ancora in mente dei. Ma è sicuro che questo intervento ci sarà e, considerando la poca simpatia che il premier ha sempre manifestato nei confronti dei corpi intermedi, non c’è da aspettarsi nulla di buono. Di qui la convinzione delle tre confederazioni sindacali sull’urgenza di trovare un accordo perché il governo sia in qualche modo portato a dare validità erga omnes alle decisioni prese da loro, e non a stravolgerle.
Dal fronte dei rinnovi dei contratti di categoria non arrivano nuove. Le trattative proseguono ai vari tavoli già aperti, ma dopo la repentina chiusura dei chimici nulla di importante è accaduto. L’attenzione resta concentrata sul contratto dei metalmeccanici, perché delle novità potrebbero venire proprio da quel tavolo. Il fatto che il confronto sia partito con tutte le rappresentanze dei lavoratori presenti, quindi anche la Fiom, fa ben sperare. Anche perché mai come questa volta la Fiom ha una stringente necessità di portare a casa un risultato utile. Se Maurizio Landini dovesse fallire ancora l’obiettivo di un contratto unitario, si indebolirebbe la sua posizione, mentre un risultato utile lo rafforzerebbe molto, dando prospettive anche al suo personale futuro. Non che sia facile trovare un accordo proprio in questa categoria, specie considerando i danni che la crisi ha portato spazzando via una buona parte della produzione, e di qui la posizione prudenziale assunta dai rappresentanti delle imprese; ma forse proprio le difficoltà congiunturali potrebbero spingere per un contratto innovativo. Per capirci qualcosa bisognerà solo attendere la conclusione del negoziato, che peraltro sta prendendo tempi lunghi considerando che dopo il primo incontro a inizio novembre la riunione successiva è stata fissata per i primi giorni di dicembre. E’ evidente che le diplomazie lavorano, e anche molto intensamente, pur in assenza di incontri ufficiali, ma il rinvio di un mese è chiaramente indicativo della necessità che tutti sentono di andare avanti con prudenza per non gettare via le possibilità, comunque limitate, di trovare un buon accordo.
Contrattazione
Questa settimana è stato trovato l’accordo per il rinnovo dell’integrativo aziendale del Gruppo Italiano Vini, valido per il triennio 2016-2018. E’ stata inoltre raggiunta l’intesa per i criteri di distribuzione del Fondo unico amministrazione relativo ai lavoratori giudiziari. Sono poi proseguite le trattative tra sindacati e Ania per il rinnovo del contratto nazionale del settore assicurazioni, e iniziate quelle relative alle vertenza Michelin, a seguito della presentazione del piano aziendale che prevede oltre 570 esuberi.Per il gruppo Landi è stato inoltre firmato l’accordo che prevede l’apertura della procedura di mobilità per 89 lavoratori di due aziende romagnole del gruppo.
Infine, la vicenda di Finmeccanica ha incontrato, giovedì 19, un momento di più esplicita difficoltà. Nell’incontro previsto per questo giorno in Confindustria, l’ordine del giorno prevedeva l’espletamento delle procedure definite dall’art. 47 della legge 228/1990. In pratica, il punto in discussione era quello del passaggio dei lavoratori dipendenti dalle aziende del gruppo alla nuova One Company che prenderà vita dal 1° gennaio 2016. Fim e Uilm hanno firmato i verbali d’incontro relativi alle varie aziende, mentre la Fiom ha chiesto un nuovo incontro, che si terrà nelle prime ore del mattino di martedì 24 novembre.
Opinioni
Vincenzo Bavaro approfondisce il tema della riforma della contrattazione collettiva francese, a seguito della presentazione del rapporto firmato dal Presidente della sezione sociale del Consiglio di Stato, Jean-Denis Combrexelle.
Documentazione
Questa settimana è possibile consultare i documenti finali della conferenza organizzativa programmatica della Cisl, il testo del verbale di accordo Electrolux sui contratti di solidarietà, il testo del ddl sulla lotta al caporalato e al lavoro nero, i rapporti Istat sui prezzi dei prodotti agricoli, sulla soddisfazione dei cittadini, sul commercio estero, sui prezzi all’importazione dei prodotti industriali, e sulle partecipate pubbliche in Italia.



























