E’ prevista per la prossima settimana la vera svolta nel negoziato per il rinnovo (o rinnovamento, per chi lo preferisce) del contratto dei metalmeccanici. Federmeccanica ha convocato per mercoledì 28 settembre le delegazioni di Fiom, Fim e Uilm, per comunicare loro la nuova proposta messa a punto dal consiglio generale degli industriali un paio di settimane fa. I particolari non sono ancora noti, ma, come anticipato dal Diario del Lavoro il 14 settembre e nella newsletter della scorsa settimana, le linee di fondo di questa proposta ‘’migliorativa’’ quanto meno si conoscono. Non ci sarà infatti un aumento salariale solo per chi ha una retribuzione inferiore a un certo livello – come prevedeva la prima ipotesi presentata da Federmeccanica- ma un incremento retributivo per tutti. Poco, con tutta probabilità, e ridotto ulteriormente da una serie di assorbimenti. Una proposta che i sindacati potrebbero trovare ancora difficile da digerire, ma che, si prevede, dovrebbe portare comunque all’accordo nel giro di qualche settimana. Non giorni, perché ci saranno molte cose da sistemare e perché i riti vanno rispettati, anche quelli che non servono molto, ma certamente non altri mesi, dopo i nove già trascorsi dall’inizio del negoziato. La svolta, insomma, è sicura.
Anche la Fiom farà la sua parte, e sarà il primo contratto dei metalmeccanici firmato da Maurizio Landini. Il leader della categoria non può permettersi di perdere questa occasione, anche perché si stanno rafforzando le indiscrezioni di una sua prossima entrata in segreteria confederale (del resto indebolita dopo l’uscita di importanti elementi). Entrare in segreteria confederale per Landini significa fare un passo forse sostanziale in vista del traguardo per il quale da tempo si dice lavori, e cioe’ l’assunzione del ruolo di segretario generale della Cgil, carica che in passato e’ stata ricoperta, tra gli altri, da leader storici come Luciano Lama e Bruno Trentin. Ma per compiere quel passo deve assolutamente firmare il nuovo contratto e dimostrare così di non essere un signor no, ma al contrario di saper essere pragmatico e concreto quando occorre.
Subito dopo la firma del nuovo contratto dei metalmeccanici, partirà finalmente anche il negoziato tra Confindustria e le tre confederazioni sindacali per mettere a punto le nuove regole della contrattazione. Un compito difficile, ma sempre più ineludibile considerando che l’Italia deve recuperare un gap di produttività che sta crescendo e che ci allontana dai paesi nostri concorrenti. Che ci sia bisogno di queste regole è fuori di dubbio. Basta scorrere le previsioni congiunturali che Federmeccanica ha presentato proprio stamattina, che parlano sempre più di stagnazione e della difficoltà a invertire un ciclo negativo. Le previsioni presentate negli ultimi anni mostrano un’inesorabile altalena tra piccole crescite e immancabili immediate marce indietro. La struttura della produzione italiana, anche quella metalmeccanica, nonostante tutte le sue antiche medaglie, resta deficitaria, un vero salto in avanti è impossibile. Serve una spinta, serve qualcosa in più, perché, come ha detto ha detto il vicepresidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz, “i numeri ci dicono che così non potremo reggere per molti anni”.
Questa svolta potrebbe venire da Industry 4.0, la quarta rivoluzione industriale. Da noi non è ancora una realtà, ma la volontà di percorrere questa strada è forte. Il governo ha mostrato la volontà di andare avanti e ha messo a punto una serie di interventi che potrebbero essere importantissimi. Anche perché non ci sarebbe alcuna imposizione, ma si attuerebbero una serie di strumenti atti ad aiutare questo sviluppo. Soprattutto, finalmente si tornerebbe ad avere una vera politica industriale nel nostro paese, qualcosa che, lo abbiamo detto tante volte, manca in Italia in pratica dalla metà degli anni 70. Ma per far questo serve una politica fiscale accorta, un vero sforzo nella formazione e, appunto, nuove relazioni industriali costruite sui bisogni della fabbrica intelligente che si vuole diffondere. Non sarà facile costruire queste regole, perché si tratterà di smantellare abitudini consolidate e strutture di potere, a volte piccolo potere, ma non per questo meno pervicace. Un compito difficile, ma appunto, ineludibile. L’alternativa è una sola: il degrado, con tutto ciò di negativo che questo comporta, soprattutto per il livello di impoverimento nel quale potremmo essere costretti a vivere.
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Fra due giorni, domenica 25 settembre, Pierre Carniti compie ottant’anni. Un grande sindacalista, un vero leader, che ha infiammato i cuori di milioni di lavoratori. Il precursore di tutte le svolte importanti del sindacato. Un uomo d’acciaio, incapace di piegarsi, che è riuscito a vincere tutte le sue battaglie. Il Diario del lavoro gli invia i suoi auguri e per celebrare questo anniversario pubblica due ricordi a lui dedicati: di un collega sindacalista, Giuliano Cazzola, e di una ‘’controparte’’, un uomo della grande industria, Carlo Callieri. Buon compleanno Pierre!
Contrattazione
Questa settimana si sono aperte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del settore ceramiche e piastrelle, scaduto il 30 giugno. In particolare, i sindacati di categoria chiedono un aumento di 110 euro lordi e il rafforzamento del welfare contrattuale. In merito alla vertenza Gls di Piacenza, il sindacato Usb ha siglato un accordo che conferma l’impegno da parte aziendale all’apertura di un investimento aggiuntivo della GLS sul territorio, nel tempo definito di sei settimane. Infine, brutte notizie per il comparto chimico: si sono infatti interrotte le trattative per il rinnovo del contratto energia e petrolio, scaduto il 31 dicembre 2015. Il settore interessa circa 35mila lavoratori dislocati in aziende come Eni, Snam, Saipem, Shell, Esso, Total e Fina.
Speciali – Gli 80 anni di Pierre Carniti
In occasione dell’ottantesimo compleanno di Pierre Carniti, il Diario del Lavoro pubblica due articoli a lui dedicati. Il primo, firmato da un ex collega della Cgil, Giuliano Cazzola, ripercorre l’epopea dei metalmeccanici negli anni Settanta; nel secondo la parola passa invece alla ‘’controparte’’: Carlo Callieri, già direttore del personale in Fiat durante la durissima vertenza dell’80 che si concluse con la marcia dei Quarantamila, ricostruisce quei giorni convulsi focalizzandosi sul ruolo di Carniti.
La nota
Fernando Liuzzi ha analizzato le dinamiche della recente intesa di General Motors per salvare lo stabilimento di Oshawa. L’accordo, sottolinea Liuzzi, ha molti punti di contatto con analoghe situazioni del nostro paese. Sempre Liuzzi scrive in merito alla ricerca di Federmeccanica, presentata a Roma, sullo stato di avanzamento della digitalizzazione delle imprese del settore.
Il blog del Diario
Valerio Gironi: Patto concertativo, attori inadeguati?
Claudio Negro: La Democrazia può essere suicidata?
Diario della crisi
Nelle Marche, boom di voucher. Infatti, l’uso d l’uso dei voucher ha subito un incremento del 29,6% rispetto al 2015. Da gennaio a luglio 2016, hanno toccato quota 3,6 milioni venduti. In Lombardia, il sindacato regionale metalmeccanico Fiom Cgil, ha registrato un tendenziale incremento delle ore di cassa integrazione, aumentata del 32% solo nel mese di agosto. A Palermo, a rischio scadenza i contratti di circa 650 dipendenti dell’Asp di Palermo, attivi ancora fino al 31 dicembre. A Torino, situazione negativa per la vertenza Eurofidi: infatti, la liquidazione del consorzio di garanzia, annunciata la settimana scorsa, mette a rischio 142 posti di lavoro in tutta la regione Piemonte. Brutte notizie anche per la vertenza Ericsson: infatti, non è ancora stato convocato un tavolo tra governo, azienda e sindacati di categoria e tantomeno sono bloccati i licenziamenti. Di segno opposto in Liguria la vertenza Piaggio: l’azienda ha deciso di sospendere le procedure di licenziamento per favorire un clima di relazioni più disteso. Infine, il gruppo Vesuvius ha annunciato la chiusura degli stabilimenti di Assemini e Avezzano, prevista entro il prossimo 31 dicembre 2016, e il licenziamento di tutti i lavoratori, rispettivamente 105 e 90 diretti, più altrettanti nell’indotto.
Documentazione
Questa settimana è possibile consultare i conti economici Istat del 2013-2015 e i dati sulla produzione nel settore delle costruzioni. Ancora, è disponibile il testo e le slides dell’indagine di Federmeccanica sull’industria 4.0 e la 139° indagine congiunturale dell’industria metalmeccanica. Ancora, sono disponibili i dati della Fiom Cgil Lombardia in merito alla cassa integrazione regionale e il rapporto Cgil-Tecnè sulla percezione economica 2016-2018.



























