Coordinare gli obiettivi e i metodi di lavoro per la qualità e la sostenibilità dei sistemi pensionistici nell’Unione: verso questo obiettivo, il Consiglio dei ministri del lavoro della Ue ha fatto oggi un passo in avanti, con l’adozione di un rapporto preparato dal Comitato protezione sociale e dal Comitato Ecofin.
Il documento, che contiene gli obiettivi e il calendario per l’applicazione di un metodo aperto di coordinamento nel campo delle pensioni, incoraggia gli Stati membri a sviluppare le politiche di riforme dei loro sistemi previdenziali sulla base di obiettivi definiti, e li invita a presentare entro settembre 2002 un primo rapporto sulla strategia nazionale.
La Commissione dovrà analizzare le varie strategie nazionali per arrivare ad un rapporto congiunto basato sulle migliori pratiche e gli approcci più innovativi di interesse comune. Il rapporto dovrà essere sottoposto al vertice europeo di primavera del 2003.
Passo in avanti anche per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale per i lavoratori salariati e non salariati che circolano all’interno della Ue, attraverso la riforma del regolamento 1.408, che si vuole semplificare e modernizzare.
L’intento è di rendere effettiva la libera circolazione delle persone all’interno degli Stati membri, garantendo a ciascun lavoratore la salvaguardia della posizione maturata sia nel campo dell’assistenza sanitaria che previdenziale, indipendentemente dagli spostamenti professionali da un Paese all’altro.
Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico anche sulla protezione dei lavoratori nel caso di insolvenza della società.
La direttiva prevede nuove forme di protezione per i lavoratori, estendendole a tutte le imprese e a tutti i tipi di contratto salariale, indicando criteri comuni sulla base dei quali gli Stati membri dovranno fissare chi paga in caso di fallimento, e per quanti mesi.
“È particolarmente importante che la direttiva sia stata approvata in questo particolare momento di crisi”, ha commentato la commissaria Ue al Lavoro, Anna Diamantopoulou.
“Il 2001 è stato un anno particolarmente favorevole alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma ora la situazione è molto diversa”, ha aggiunto. “Dopo i fatti dell’11 settembre, aleggiano molte preoccupazioni e ci sono pronostici non rosei per l’occupazione. In certi paesi, attendiamo per il 2002 indici addirittura negativi”. Una ragione in più, è il messaggio lanciato oggi dal Consiglio, per sviluppare le riforme del mercato del lavoro e le raccomandazioni agli Stati membri contenute nel piano occupazione 2002.
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