Cambio al vertice della Uilm, dopo ben 16 anni. È Davide Sperti il nuovo segretario generale Uilm, eletto all’unanimità nella terza giornata del 18esimo congresso nazionale a Bari. Sperti succede a Rocco Palombella, in carica dal 2010. Eletto su proposta del segretario uscente, Sperti è nato a Taranto nel 1983, inizia la sua esperienza lavorativa nell’industria metalmeccanica nel 2007 nell’allora Alenia Composite a Grottaglie, ricoprendo ruoli sia in ambito tecnico che nei reparti di staff produttivi. Nel 2014 diventa delegato sindacale Uilm. Nel giugno 2018 viene eletto nella segreteria territoriale Uilm Taranto e a maggio 2022 segretario generale Uilm Taranto. Nell’ottobre 2025 viene eletto segretario organizzativo della Uilm nazionale.
Quella del nome del nuovo segretario generale della Uilm, dice il segretario uscente Palombella, “è una scelta che ho fatto con grande responsabilità, perché questo non è un gioco, si decide il futuro di tante persone. Ma la scelta non è rischiosa, perché può contare su una squadra affermata”.
“Oggi raccolgo un’eredità importante e sono consapevole delle sfide che abbiamo di fronte – ha dichiarato Sperti alla platea del congresso -. Viviamo un tempo segnato da profonde trasformazioni: la transizione ecologica, la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale, le crisi industriali aperte e i cambiamenti geopolitici stanno ridisegnando il mondo del lavoro e dell’industria. Per quanto riguarda l’Italia e il nostro settore, penso innanzitutto all’ex Ilva, a Electrolux e a Stellantis, vertenze simbolo dalla cui soluzione dipende il futuro di intere filiere strategiche per il nostro Paese”.
“La Uilm sarà in prima linea per difendere il lavoro, pretendere investimenti, contrastare delocalizzazioni e chiusure e chiedere al Governo e alle imprese scelte chiare per l’industria italiana. Non possiamo più limitarci a gestire le emergenze – conclude Sperti -: serve una politica industriale che abbia finalmente una visione e che compia scelte concrete. Serve più coraggio. Il futuro non si aspetta: si costruisce. E noi vogliamo costruirlo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, nelle fabbriche, nei territori e in tutti i luoghi in cui si decide il destino dell’industria italiana”.
























