Primo giorno di sciopero – l’ agitazione durerà complessivamente due giornate – alla General Electric, prima società al mondo per capitalizzazione di Borsa, che da oltre 30 anni non era interessata da un’ astensione dal lavoro a carattere nazionale, com’è quella indetta in questo caso dalle organizzazioni sindacali.
La protesta è motivata dal fatto che, a partire dal primo gennaio scorso, a carico dei lavoratori è stato imposto un prelievo destinato a fronteggiare i rincari dei costi sanitari che devono essere sostenuti dall’ azienda. Secondo GE, questo prelievo peserà in media per circa 200 dollari all’ anno sulle retribuzioni dei lavoratori, meno del 10% dell’ incremento delle spese sanitarie verificatosi negli ultimi anni (+45% a 1,4 mld di dollari nel 2002, rispetto ai 965 mln del ’99). Cifre che, peraltro, vengono contestate dai sindacati, secondo cui gli oneri a carico del personale arriveranno a circa il doppio, cioè 400 dollari.
Ad organizzare lo sciopero sono state l’ International Union of Electronc Workers-Communication Workers of America, che associa circa 13.900 addetti, e la United Electrical, Radio and Machine Workers of America, che ne rappresenta circa tremila.
In tutto, quindi, circa 17mila addetti dovrebbero incrociare le braccia oggi e domani, nell’ ambito di uno sciopero che interesserà 48 impianti e 23 Stati. General Electric, da parte sua, ha precisato che l’ agitazione non avrà ripercussioni sugli utili.
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