È rimasto a livello di buoni propositi, e solo parzialmente è stato tradotto in impegni concreti, l’intenzione di promuovere una partecipazione equilibrata tra uomini e donne nel Comitato di monitoraggio dei Fondi strutturali europei.
Lo sostiene un documento della Commissione europea messo punto dalla commissaria per l’occupazione e gli affari sociali Anna Diamantopoulou sulla tematica “dell’integrazione della dimensione uomo-donna nei documenti di programmazione dei Fondi strutturali 2000-2006”.
Secondo Bruxelles “solo il 16% dei programmi dell’obiettivo 2 (per la riconversione economica e sociale delle zone con problemi strutturali nell’Ue, in Italia il Centro-Nord), e il 14% di quelli dell’obiettivo 1 (le aree in ritardo economico dell’Ue, in Italia il Mezzogiorno) indicano chiaramente la loro intenzione di promuovere o di assicurare l’equilibrio uomo- donna” nell’ambito del Comitato di monitoraggio.
“Gli ultimi della classe – scrive ancora la Commissione euoropea – con quasi nessun riferimento nei loro programmi dell’obiettivo 1 o 2, sono Italia, Belgio, Spagna, Francia, Portogallo e Olanda”.
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