“I dati diffusi oggi dall’Istat sono preoccupanti, soprattutto perché evidenziano come in Italia la crisi abbia colpito maggiormente categorie già deboli come i giovani, che trovandosi spesso in situazioni di precarietà sono i primi ad essere espulsi dal mercato del lavoro”. Lo dichiara il segretario confederale dell’Ugl, Antonio Polica, evidenziando come “per frenare la perdita di posti di lavoro e l’aumento del tasso di inattività giovanile è necessario puntare su una serie di misure che, a partire dall’istruzione ed integrando politiche attive e passive del lavoro, incentivino le imprese ad investire sui giovani italiani, ancora fortemente penalizzati nel contesto europeo”.
“Auspichiamo – conclude – che dall’attuazione della nuova formazione e dal piano triennale per il lavoro annunciati dal ministro Sacconi arrivi un impulso anche alla definizione di una nuova politica per l’occupazione giovanile che, puntando sulle nuove generazioni, contribuisca a creare basi solide alla ripresa produttiva”. (LF)



























