L’ingresso della Cina nella Wto e la proposta di smantellamento delle quote sul tessile rischiano di far perdere all’Italia e all’Europa altre decine di migliaia di posti di lavoro e di mettere in ginocchio le economie di alcuni paesi in via di sviluppo come Bangladesh, Indonesia e Sri Lanka.
A lanciare l’allarme a Doha, dove si svolge la conferenza della World Trade Organization, sono i sindacati che profilano un futuro drammatico per l’intero settore. ‘Un cambiamento dell’attuale accordo sul tessile proposta da alcuni paesi qui a Doha – hanno detto le rappresentanti di Uil e Cisl, Cinzia del Rio e Cecilia Brighi presenti alla riunione – avrebbe come conseguenza una netta riduzione di posti di lavoro in Italia, in Europa, ma anche nella maggior parte dei pvs con forte presenza nell’abbigliamento’. Ogni anno, spiegano le sindacaliste, si perdono circa 80.000 posti nel settore tessile solo per effetto degli accordi dell’Uruguay Round. In più l’intesa Ue-Pakistan di fine ottobre ‘produrrà un’ulteriore perdita di 25.000 posti in Europa perchè aumentaranno le importazioni da un paese i cui imprenditori di tessile lavorano facendo dumping sociale e sfruttando la manodopera’.
L’accesso della Cina e il profilato accordo sullo smantellamento delle quote per i pvs porterebbe molti problemi anche agli stessi paesi poveri, quelli per cui l’industria tessile rappresenta il motore dell’economia come Bangladesh, Indonesia e Sri Lanka. Secondo Neil Kearney, segretario generale della federazione internazionale dei tessili, l’accesso della Cina sommato allo smantellamento delle quote bilaterali potrebbe portare ‘l’estinzione virtuale di Bangladesh, Indonesia, Lesotho e perfino dell’India’. ‘Il Bangladesh – ha detto Kearney – rischia la perdita di circa un milione di posti di lavoro nei prossimi due anni, l’Indonesia un numero simile, la Sri Lanka diecimila’. Lo scorso anno – ha spiegato Kearney – ‘le esportazioni di tessile e abbigliamento hanno rappresentato l’8% del commercio mondiale in prodotti manufatti ed è stato fonte vitale di reddito per alcuni dei paesi meno sviluppati’.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























