I 16 mila dipendenti della Volkswagen in Brasile entreranno in sciopero nei prossimi giorni per protestare contro una campagna di licenziamenti decisa dalla casa madre in Germania e contestata dai sindacati locali.
La VW aveva deciso il licenziamento di tremila operai, assieme ad una riduzione dell’orario di lavoro e degli stipendi del 15 per cento, oltre ad un programma di rotazione dell’impiego del 6 per cento dei dipendenti (pari a circa mille lavoratori) e ad una riduzione progressiva generale delle buste paga di quasi 30 per cento, per avitare il taglio di altri tremila posti di lavoro.
La proposta è stata duramente respinta dall’assemblea dei lavoratori delle varie fabbriche della VW in Brasile e dai sindacati del settore, che hanno decretato lo sciopero a tempo indeterminato. Operai e sindacati accusano la marca tedesca, che da ormai un anno è stata superata dalla Fiat come prima marca sul mercato brasiliano, di coprire con misure di emergenza la mancanza di competitività e di investimenti in nuovi modelli.
La Gol, la vettura più venduta della VW in Brasile, pur ristilizzata, risale al 1984. Di recente la multinazionale di Wolfsburg ha investito 800 milioni di dollari per lanciare la produzione del modello Polo a partire dal 2002.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu


























