La dipartita di Papa Francesco ha raccolto unanimemente il cordoglio del mondo tutto e se l’evento, per coincidenza, si è intrecciato con la festa della liberazione dal nazifascismo, le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario saranno sì consentite, ma con sobrietà. L’ammonimento arriva dal ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, scatenando polemiche soprattutto da parte delle opposizioni.
Così il leader della Cgil, Maurizio Landini: “Il 25 aprile non è che beviamo e, quindi, dobbiamo essere sobri. Il 25 aprile è una giornata di mobilizzazione, di lotta per affermare i valori della democrazia nel nostro Paese e ricordare che senza la sconfitta del nazismo e del fascismo, senza la lotta di resistenza, oggi non avremmo la democrazia e la libertà”. Parlando ai microfoni di Radio popolare, per Landini le parole di Musumeci “nascono da una cosa molto precisa, non giriamoci attorno: parte di chi oggi è al governo non è tra quelli che hanno dato vita alla nostra Costituzione. Questo è un fatto storico, non è un giudizio. Èevidente che abbiamo bisogno che quei valori vivano e siano in grado di essere legati al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone”.
“Siamo in un periodo in Italia e nel mondo in cui c’è una crisi evidente della democrazia e mai come adesso la democrazia va praticata – ha aggiunto -, per praticarla occorre assumere con molta forza la battaglia contro le diseguaglianze. La democrazia deve essere accompagnata dalla giustizia sociale, dalla centralità della persona e del lavoro e deve essere un modello sociale che mette vincoli al mercato. Esattamente il contrario di quello che oggi rischia di venire avanti. Mai come adesso il 25 aprile non è semplicemente una giornata di memoria o di ricordo, ma credo che sia una giornata di mobilitazione, lotta e partecipazione democratica”.




























