“Prendiamo atto che non ci sarà bisogno di una manovra correttiva o di ulteriori tagli nella spesa sociale, come ha dichiarato ieri il ministro Giorgetti. Ma è sui fatti che baseremo il nostro giudizio”. Lo ha detto a Firenze la leader della Cisl, Daniela Fumarola, a margine di una iniziativa della Fit per i 75 anni del sindacato.
“La manovra deve essere il primo tassello di un patto tra Governo e parti sociali che noi abbiamo proposto e sul quale abbiamo registrato l’apertura al nostro congresso da parte della premier Meloni – ha proseguito – significa partire da un accordo che metta al centro il valore e il protagonismo della persona che lavora, avanzando su salute e sicurezza, salari e produttività, nuove tutele, innovazione e formazione. Bisogna rinnovare i contratti pubblici e promuovere il rinnovo di quelli privati, alleggerire la pressione fiscale sui redditi medi e popolari da pensione e lavoro, a cominciare dalla riduzione dal 35 al 32 per cento della seconda aliquota Irpef, che va portata fino a 60mila euro. Vogliamo una fiscalità che stimoli la contrattazione decentrata per estendere gli accordi di produttività, far crescere le retribuzioni e incentivare orari più leggeri”.
Secondo Fumarola “servono poi interventi a sostegno del welfare e delle famiglie per rallentare l’inverno demografico e risorse aggiuntive su sanità, scuola e pubblico impiego, piano casa, revisione delle regole pensionistiche e perequazione degli assegni in essere, non autosufficienza. Chiediamo di rendere strutturale le risorse per la legge 76 sulla partecipazione voluta dalla Cisl, in modo da stabilizzarla e renderla esigibile. Su questi punti chiediamo di aprire un confronto solido, senza fughe in avanti da parte di nessuno, verso un disegno complessivo di sviluppo che faccia leva sul lavoro di qualità e sulla coesione sociale e territoriale”.




























