Un appello dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché la Global Sumud Flotilla ceda al Patriarcato di Gerusalemme gli aiuti umanitari destinati a Gaza per evitare di mettere a repentaglio l’incolumità dell’equipaggio forzando il blocco navale israeliano che blinda la costa palestinese. “Il valore della vita umana, che sembra aver perso ogni significato a Gaza, dove viene gravemente calpestato con disumane sofferenze per la popolazione, richiede di evitare di porre a rischio l’incolumità di ogni persona”, afferma Mattarella. “A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza”. Per questo, aggiunge il Presidente, “mi permetto di rivolgere con particolare intensità un appello alle donne e agli uomini della Flotilla perché raccolgano la disponibilità offerta dal Patriarcato Latino di Gerusalemme – anch’esso impegnato con fermezza e coraggio nella vicinanza alla popolazione di Gaza – di svolgere il compito di consegnare in sicurezza quel che la solidarietà ha destinato a bambini, donne, uomini di Gaza”
L’appello arriva all’indomani della comunicazione da parte della delegazione italiana del Global Movement to Gaza che, a nome del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, ha fatto sapere alle autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta ieri su una possibile deviazione degli aiuti in direzione Cipro, per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del patriarcato latino di Gerusalemme. “Ribadiamo che la nostra missione rimane fedele al suo obiettivo originario di rompere l’assedio illegale e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza, vittima di genocidio e pulizia etnica. Qualsiasi attacco o ostruzione alla missione costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale e un atto di sfida all’ordinanza provvisoria della Corte internazionale di giustizia che impone a Israele di facilitare gli aiuti umanitari verso Gaza”.
“Continuiamo a chiedere al Governo una risposta netta, severa e seria, in linea con il diritto internazionale”, ha proseguito il movimento, segnalando che “dal 7 ottobre 2023 Israele ha ucciso almeno 65.419 persone e ne ha ferite 167.160. Si ritiene che migliaia di altre siano sepolte sotto le macerie”.
La minaccia dell’esercito israeliano non si è fatta attendere. Il portavoce delle Idf, il generale di brigata Effie Defrin, ha affermato in una conferenza stampa che la Marina israeliana è pronta a intercettare la flotta e a difendere i confini di Israele in mare. “Questa flottiglia, lo sappiamo, è pianificata e finanziata da Hamas, dai rappresentanti di Hamas in Europa; ne abbiamo prove evidenti”, ha denunciato Defrin che ha indicato che chi vuole aiutare i palestinesi di Gaza può farlo attraverso la strada di aiuti organizzati utilizzata da varie nazioni e gruppi internazionali.
Parole rinfocolate anche da Eden Bar Tal, direttore generale del ministero degli Esteri israeliano, in una conferenza stampa dedicata proprio alla Flotilla. “Israele non permetterà a nessuna nave di entrare nella zona di combattimento attiva, la zona di combattimento pericolosa, e non permetterà la violazione di un blocco navale legittimo”. Lo ha detto, in una conferenza stampa sulla Flottilla Global Sumud diretta a Gaza. E riguardo all’invio di una fregata italiana per affiancare la Flotilla : “Dalle dichiarazioni dei loro governi capiamo che queste navi sono destinate a una missione di salvataggio in caso di necessità. Siamo abbastanza certi che non ce ne sarà bisogno, quindi non vediamo alcun problema nel fatto che ci siano navi in giro”.




























