Un’impresa su due fatica a trovare personale qualificato: arriva così una nuova opportunità per aziende e lavoratori di investire in formazione e competenze professionali. Il Consiglio di Amministrazione di FondItalia ha deliberato l’apertura di un VII Sportello straordinario, prorogando il termine dell’Avviso FEMI 2025.01 e delle Linee Guida 2025.01, così da offrire alle aziende aderenti e ai Conti di Rete un’ulteriore finestra temporale per presentare progetti formativi innovativi. Integrati ulteriori 2 milioni di euro, a fronte di un importo complessivo dell’Avviso che nel 2025 ha toccato quota 21 milioni di euro.
«Da tempo i Fondi interprofessionali lanciano un messaggio chiaro – sottolinea Francesco Franco, presidente di FondItalia -: investire nell’aggiornamento professionale continuo e di alto livello non rappresenta un’opzione per aziende illuminate, ma un’esigenza strategica ineludibile per la competitività del nostro tessuto produttivo. La priorità assoluta consiste nell’incrementare le risorse finanziarie destinate all’offerta di percorsi formativi d’eccellenza rivolti al mondo imprenditoriale e ai suoi collaboratori».
Parole che suggeriscono l’esigenza di lavorare per superare il gap di competenze che in Italia rimane una criticità strutturale. I dati del primo semestre 2025 presentati nel Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, realizzato da Uniocamere e CNEL, evidenziano che “il disallineamento tra la domanda di personale e la presenza di lavoratrici e lavoratori disponibili sul mercato rimane un tema cruciale per le imprese e determina una diffusa difficoltà nel reperimento di nuove risorse”. Andando in dettaglio, nel settore servizi le maggiori criticità di reperimento di personale si osservano per informatica e telecomunicazioni (49,5%), inoltre difficoltà anche nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (in aumento al 47,6%) e nei servizi turistici, di alloggio e ristorazione (in diminuzione al 46,7%). I principali problemi riguardano le medio piccole imprese visto che “il fenomeno del difficile reperimento di personale colpisce, in modo trasversale, le imprese di tutte le dimensioni, ad eccezione delle grandi (con 500 o più dipendenti) che hanno difficoltà nel contrattualizzare solo 3 persone su 10”.
«Il paradosso del mercato del lavoro italiano è sotto gli occhi di tutti – dichiara Egidio Sangue, direttore di FondItalia – perché, pur avendo un tasso di disoccupazione ancora significativo, quasi la metà delle imprese non riesce a reperire profili adeguati alle proprie esigenze. Non si tratta di mancanza di persone, ma si allarga il divario crescente tra le competenze possedute e quelle richieste dall’evoluzione tecnologica e organizzativa. Ribadiamo che investire nella qualificazione e riqualificazione del personale non è più rimandabile: solo attraverso percorsi formativi mirati e continui possiamo colmare questo gap, rendere i lavoratori più competitivi e le aziende più capaci di affrontare le sfide dell’innovazione. I Fondi interprofessionali esistono proprio per questo: trasformare il capitale umano in leva strategica di sviluppo, costruendo ponti tra domanda e offerta di competenze».
I dati di Unioncamere confermano che un’impresa su due ha serie difficoltà a reperire risorse umane qualificate, solo per impiegati e professioni non qualificate questo dato si attesta intorno al 35%. Un datore di lavoro impiega oltre 4 mesi nella ricerca del personale di più difficile reperimento.




























