“Governo e Parlamento stralcino dalla proposta di legge sulle Pmi la norma che introduce un vero e proprio scudo per i committenti della moda in caso di omessa vigilanza e controllo su appalti e forniture. Il Ministro del Lavoro convochi inoltre, anche in coordinamento con il ministero del Made in Italy, un tavolo specifico per contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento nelle filiere della moda, senza voltarsi dall’altra parte mentre altri Ministri, del suo stesso Governo, intervengono a gamba tesa su materie di cui il dicastero di via Flavia ha competenze esclusive e ci mette la faccia, in Italia e in Europa”. Lo dichiarano in una nota Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Marco Falcinelli, segretario generale Filctem Cgil, alla luce della richiesta del ministro Urso di accelerare l’approvazione della norma, in questi giorni in discussione alla Camera. “Come Cgil – proseguono Landini e Falcinelli – abbiamo proposte, anche unitarie, per prevenire sfruttamento, lavoro nero e finte cooperative nel settore tessile e della moda, promuovendo una crescita sostenibile e di qualità, non solo dei prodotti, ma soprattutto del lavoro che vi è dietro. Siamo pronti a confrontarci con le associazioni datoriali e con le tante imprese serie che per prime vogliono contrastare concorrenza sleale e illegalità, e che certo non condividono il ‘colpo di spugna’ voluto dal Governo”.
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