Sabato scorso i sindacati Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola, Gilda-Unams e Snals-Confsal hanno manifestato a Roma, in Piazza degli Apostoli, contro la riforma della scuola del governo Renzi. La manifestazione è stata l’occasione per comunicare che il prossimo 5 maggio sarà indetto uno sciopero dei lavoratori del settore contro il ddl “buona scuola” presentato dal governo.
Secondo i sindacati, “i grandi assenti di questo disegno di legge sono un reale piano di investimenti e un piano di assunzioni anche per il personale Ata, che rischiano di compromettere il futuro della scuola italiana”. Sono passati più di sei anni dall’ultima manifestazione unitaria dei sindacati contro una riforma della scuola, all’epoca quella firmata dal ministro Gelmini.
Ma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha così replicato all’annuncio dello sciopero: “Nei prossimi giorni faremo un’intensa campagna di comunicazione su cosa prevede il ddl sulla scuola perché mi fa un po’ ridere, se non fosse una giornata triste, il fatto che si proponga di scioperare contro questo governo che sta assumendo 100mila insegnanti, che dà più soldi agli insegnanti, dà più soldi sull’edilizia scolastica e in cambio di questo chiede meno burocrazia e che le famiglie siano più coinvolte e non si lasci la scuola ai sindacati”.
“La scuola – ha aggiunto – è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se i sindacati scioperano perché hanno paura che gli portiamo via il diritto di decidere come vogliono sulla scuola, fanno bene, ma non mi si dica che si fa uno sciopero contro il primo governo che dà più soldi a insegnanti ed edilizia scolastica ed elimina i precari. Con quelli prima che non hanno fatto nulla non oso immaginare cosa farebbero”.




























