Per valorizzare la quota di azioni (oltre il 3%), detenuta dai dipendenti del Monte dei Paschi di Siena, i sindacati rilanciano la già costituita Associazione dei dipendenti azionisti. Lo dicono in una nota le segreterie degli stessi sindacati spiegando che “tale operazione, oltre a garantire un’ulteriore possibilità di espressione del punto di vista dei lavoratori, ad esempio in occasione delle scadenze assembleari societarie previste, consentirebbe anche un ruolo attivo nella definizione degli assetti proprietari”.
Nella nota le Rsa del Monte ribadiscono che, “nonostante le notizie pubblicate sulla situazione della Fondazione e la ricapitalizzazione che sarebbe richiesta dall’Eba, la nuova fase dovrà essere affrontata dal Monte confermando l’impostazione tendente al mantenimento del controllo della Banca, e quindi dell’indipendenza strategica”. Proprio quest’impostazione, ricordano, ha consentito “di affrontare i processi di ristrutturazione assicurando redditività alla Banca e l’integrale difesa dei diritti dei lavoratori, cosa che non è successa nel resto del settore, dove si moltiplicano gli esuberi e le deroghe salariali e normative alle previsioni contrattuali”.
Da qui la richiesta all’azienda di evitare “un arretramento delle contrattazioni, emerso negli ultimi tempi, e un no deciso degli stessi sindacati a decisioni unilaterali e non condivisibili. In assenza di risposte alle istanze da loro presentate le Rsa non escludono il ricorso alla mobilitazione”. (LF)
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