L’Europa si spacca. Riesce a mettere in piedi una Unione di bilancio, fatta di rigore e stretta, per recuperare la credibilità dell’euro e garantire la tenuta della moneta unica. Ma lo fa solo a ’23’ e sotto forma di accordo intergovernativo. Una sorta di cooperazione rafforzata cioè che riesce a mettere insieme i 17 paesi di eurolandia, più altri sei, ma non la Gran Bretagna che (con l’Ungheria) si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura. Un intesa al ribasso – che tra poche ore sarà subito all’esame dei mercati – per colpa di Londra, rimarca il presidente francese Nicolas Sarkozy lasciano la sede del vertice europeo all’alba, dopo una maratona negoziale durata tutta la notte. Ma su cui si punta per recuperare “credibilità”, spiegano i vertici Ue; mentre Angela Merkel parla di un “buon risultato per l’euro”. Angela Merkel è “molto soddisfatta”: “Il mondo si renderà conto che la Ue ha imparato dai suoi errori”, ha detto entrando al Consiglio per il secondo giorno di vertice.Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, non nasconde che sarebbe stato meglio fosse nata all’insegna della “unanimita”.
La decisione della Gran Bretagna di rifiutare la proposta di riforma dei trattati “è stata difficile, ma buona”: è quanto dichiarato dal primo ministro britannico, David Cameron. Per la Gran Bretagna “é stato meglio essere fuori” perché ciò che è uscito” non è nel suo interesse”.
Ma il patto rappresenta comunque un “passo importante” per i Paesi che l’hanno sottoscritto e che si “impegnano” a onorare – rassicura – nonostante non vi siano per ora vincoli “giudici”: chi lo “ha adottato ha preso l’impegno ad una modifica dei trattati”. In particolare i 23 recepiranno la stratta di bilancio nelle rispettive costituzioni, faranno partire – anticipandolo – il fondo permanente salva-stati (Esm) a luglio 2012 con il coinvolgimento della Bce nella gestione operativa (ma non diventerà una banca), rifinanzieranno per 200 miliardi di euro l’Fmi, adotteranno sanzioni automatiche e lasceranno fuori i privati dalle ristrutturazioni del debito. Un’ipotesi, quella del patto a ’17+’ fattibile realisticamente entro marzo, ventilata già in mattina da fonti Ue e confermata dalla cancelliera Angela Merkel che, arrivando a Bruxelles, era apparsa determinata sulla sua posizione: “non so – aveva detto -se sarà possibile raggiungere un accordo a 27. Nel caso contrario – aveva aggiunto – si sarebbe passati ad un assetto a 17 aperto, ai paesi che volevano parteciparvi. Un patto che – spiega Van Rompuy – vedrà presenti e protagoniste le istituzioni europee, impegnate “in questo esercizio”. (LF)
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