“Pretendiamo tempi rapidi per l’appello, esattamente come avvenuto nel giudizio di primo grado, in modo che gli assassini dei nostri cari non restino impuniti”. Lo hanno chiesto oggi Grazia Cascino e Rosina Platì, madri di Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, due delle sette vittime del rogo divampato nell’acciaieria ThyssenKrupp il 6 dicembre 2007 a Torino.
Le due donne, insieme ad altri parenti delle vittime, sono intervenute stamani a Torino a un convegno della Settimana della sicurezza sul lavoro, organizzata in coincidenza con l’anniversario della strage.
Nel processo di primo grado Harald Espenhahn, amministratore delegato della ThyssenKrupp, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale, mentre altri cinque imputati, responsabili, a diverso titolo, della sicurezza dello stabilimento torinese, sono stati condannati a pene inferiori per omicidio colposo.
“Potete immaginare – hanno detto le due madri rivolgendosi ai numerosi ragazzi che hanno partecipato al convegno – la nostra sofferenza. Ci auguriamo che i nostri cari abbiano giustizia affinchè tragedie come quella che ci ha colpiti non accadano più”.



























