Il maxiemendamento del governo alla Finanziaria si ferma a circa 5,5 miliardi di euro, 1,5 miliardi in meno, dunque, rispetto ai sette miliardi di copertura di cui si era finora parlato e che sarebbero dovuti servire a soddisfare le “esigenze minime” sollecitate dai gruppi della maggioranza.
Tra le misure che non entreranno nel maxiemendamento del governo alla Finanziaria, il bonus energia del 55% per le ristrutturazioni edilizie e la proroga di un anno per l’esenzione Iva sugli immobili invenduti.
Il vice ministro dell’Economia, Vegas, ha confermato che le coperture per il provvedimento dovrebbero venire dall’asta sulle frequenze per le telecomunicazioni (che dovrebbe portare circa 2,5 miliardi); dalla lotta all’evasione (1 miliardo) e dal ‘fondo Letta’ per 1,7 miliardi. Per un totale, quindi, di 5,2 miliardi. Ci saranno, poi altre riduzioni di spesa.
Restano confermati, spiega, i fondi per un anno per l’università (1 miliardo compresi i voucher per le aziende che affidano le proprie ricerche alle università italiane) e la proroga della cassaintegrazione in deroga (1,5 miliardi) e “dovrebbe” venire confermata per un anno la defiscalizzazione dei salari di produttività (800 milioni).
Ancora l’allentamento del patto di stabilità in favore di Comuni e Regioni (1,2 miliardi).
Entrerebbe nel maxi-emendamento anche il rifinanziamento del 5xmille, ma, spiega Vegas “non credo per
tutto l’anno”. C’è poi il rifinanziamento delle missioni internazionali per 6 mesi (800 milioni). Arriverebbero inoltre i fondi per scuole paritarie (250 milioni) e, infine, la proroga dell’esenzione dai ticket per le visite specialistiche (400 milioni) e “forse qualcosa per l’editoria”.
Infine, sarebbe stato messo nero su bianco, secondo la richiesta dell’Mpa, il fatto che i fondi Fas per l’edilizia sanitaria verranno distribuiti per l’85% al sud e per il 15% al nord. (FRN)



























