Vincenzo Boccia è il nuovo presidente di Confindustria. E’ stato eletto dall’assemblea privata dell’associazione degli industriali con l’87% dei voti dei presenti. E’ stato così confermato il voto di designazione dello scorso 31 marzo in Consiglio generale. L’elezione è stata salutata dalla platea di industriali con un lunghissimo applauso.
E fin qui, tutto bene. Meno bene se si va a leggere all’interno di quella percentuale, 87%, peraltro piuttosto bassa (Squinzi, quattro anni fa, aveva avuto il 94%). Sui 1369 voti rappresentati in assemblea (rispetto al totale di 1.414 voti assembleari) Boccia ne ha ottenuti 914 a favore, ma ci sono state anche 305 schede bianche e 132 voti contrari, oltre a 16 schede non consegnate. Insomma, alla fine, al nuovo presidente e’ mancato circa un terzo della base elettorale.
Tra le 305 schede bianche, ci sono anche i voti espressi in assemblea da Assolombarda. Il presidente, Gianfelice Rocca, non lo conferma esplicitamente ma interpellato risponde: “Non abbiamo votato contro per avere una posizione costruttiva. I nostri voti non sono tra i 132 no”.
Al voto di designazione, lo scorso 31 marzo in consiglio generale, Assolombarda aveva sostenuto il rivale di Boccia, l’industriale bolognese Alberto Vacchi.



























