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Home - Camera - Commissione Lavoro pubblico e privato

Commissione Lavoro pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)




ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 25 settembre 2002. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.

Proposta di nomina del dottor Fabio Trizzino a presidente dell’INPS.
Atto n. 49.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che nella seduta di ieri è stata rappresentata l’esigenza che il Governo chiarisca alla Commissione le motivazioni sottese alla proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS.

Angelo SANTORI (FI), a titolo personale, pur dichiarando che voterà a favore della proposta di parere formulata dal relatore, ritiene opportuno ricordare che nei mesi scorsi un importante quotidiano nazionale ha denunciato gravi irregolarità nella gestione dell’INPS, che coinvolgono, ovviamente, la responsabilità dei suoi più alti dirigenti, non escluso il direttore generale Trizzino. Del resto, la stessa Corte dei conti ha evidenziato come la gestione dell’istituto non sia ispirata a sufficienti criteri di efficienza e funzionalità.
Alla luce di tali considerazioni, esprime l’auspicio che la proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS non sia propedeutica ad una sua conferma anche nell’ambito del prossimo consiglio di amministrazione; se così fosse, infatti, non potrebbe esprimersi favorevolmente – e probabilmente non sarebbe il solo -, in considerazione del fatto che il dottor Trizzino non può non esser annoverato tra i responsabili della cattiva gestione dell’istituto. In definitiva, ritiene che la proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS non possa che essere finalizzata all’ultima fase di attività del consiglio di amministrazione in carica e non debba essere riproposta nel momento in cui si insedierà il nuovo consiglio.

Aldo PERROTTA (FI), nell’esprimere preoccupazione per la proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS, richiama i dettagliati rilievi critici sulla gestione dell’istituto formulati da organi di vigilanza, con riferimento ad una serie di vicende per le quali si delinea una responsabilità ascrivibile, tra gli altri, anche al direttore generale. Si stupisce del fatto che uno dei responsabili dello sfascio dell’istituto, la cui attività è stata caratterizzata da una gestione poco trasparente, sia invece designato a presiederlo.

Emilio DELBONO (MARGH-U) si dichiara perplesso sulla possibilità che, alla luce degli interventi svolti dai deputati Santori e Perrotta, la Commissione sia in grado di procedere alla votazione sulla proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS. Rileva, in particolare che i rappresentanti della maggioranza non sono coerenti nel momento in cui, dopo aver espresso un chiaro giudizio negativo sull’operato del dottor Trizzino, assicurano tuttavia l’espressione di un voto favorevole, pur condizionato ad una sorta di fiducia a termine. L’intervento del deputato Perrotta, in questo quadro, è stato molto pesante e si è risolto in un esplicito atto di accusa.
In conclusione, chiede al presidente di valutare il nuovo contesto che si è venuto a determinare a seguito degli evidenti tentativi, perpetrati dai deputati santori e Perrotta, di trasformare la Commissione in una sorta di sede paraprocessuale.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, fa presente che gli interventi richiamati dal deputato Delbononon possono essere considerati come tipici di una sede processuale, ma vanno invece inquadrati nel diritto di ciascun parlamentare a motivare adeguatamente la propria posizione rispetto ad un atto del Governo che, nel caso specifico, è rappresentato da una proposta di nomina. Sotto questo profilo, assicura che la presidenza è impegnata a garantire la prerogativa dei membri parlamentari ad esprimere liberamente la propria opinione sul merito degli atti all’esame della Commissione.

Antonino LO PRESTI (AN) precisa che l’intento dei gruppi di maggioranza non è quello di contrastare la volontà del Governo bensì di esercitare il diritto di critica su una proposta di nomina che non appare armonica con le vicende che hanno caratterizzato la gestione dell’INPS. È convinto che la proposta di nomina del dottor Trizzino, sia – per così dire – a termine, nel senso di essere legata all’ultima fase di attività del consiglio di amministrazione in carica: chiede che su questo punto il rappresentante del Governo fornisca adeguate assicurazioni. Ritiene, in particolare,che la designazione del dottor Trizzino risponda ad esigenze di carattere amministrativo nel breve periodo; in questo quadro, le considerazioni del deputato Santori appaiono pertinenti e rispettabili, nel contesto di un’adesione formale ad una proposta del Governo. Assicura quindi che, sia pure nell’ambito delle valutazioni finora espresse, la maggioranza non intende discostarsi dalle indicazioni del Governo.

Elena Emma CORDONI (DS-U) rileva come, a differenza di quanto accade solitamente in sede di esame di proposte di nomina formulate dal Governo, nel caso di specie non viene eccepita la carenza di informazione sull’attività o sulle inclinazioni del candidato, ma vengono invece formulate accuse pesanti e denunciata una mala gestione imputata allo stesso soggetto di cui si propone la nomina. Il deputato Perrotta, in particolare, ha fatto riferimento a vicende di particolare gravità: si chiede per quale ragione la denuncia di tali vicende non sia stata indirizzata alla magistratura. Non comprende poi le motivazioni per cui, nonostante la gravità delle accuse riferite alla gestione dell’istituto ed allo stesso dottor Trizzino, gli esponenti della maggioranza, in modo palesemente incoerente, dichiarino tuttavia la volontà di esprimere voto favorevole sulla proposta del relatore.

Giuseppe CAMO (MARGH-U), nel dichiarare di concordare con le considerazioni svolte dal deputato Cordoni, sottolinea la stranezza della posizione, espressa da alcuni esponenti della maggioranza, nel momento in cui assicurano un voto favorevole condizionato tuttavia all’assicurazione che il mandato da conferire al dottor Trizzino sia limitato nel tempo. Ritiene, in particolare, che, nel momento in cui si rivolgono accuse tanto gravi, bisognerebbe avere il coraggio di assumere atteggiamenti consequenziali in sede di votazione. Il problema vero, a suo avviso, è rappresentato dal processo in corso all’interno della maggioranza, con l’obiettivo di pervenire ad una situazione di riequilibrio tra le diverse componenti, che giustifica i distinguo che sono stati prospettati.

Giovanni CARBONELLA (MARGH-U) rileva che il primo soggetto che dovrebbe sentirsi offeso dalle pesanti accuse rivolte dai deputati Santori e Perrotta dovrebbe essere il Governo, che ha proposto la nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS. Le accuse rivolte a quest’ultimo sono state talmente gravi da metterne in discussione persino la moralità. Si chiede quindi se il Governo, alla luce delle considerazioni svolte da alcuni esponenti della maggioranza, sia nella condizione di confermare la proposta di nomina.

Sottolineato il paradosso di una situazione che vede la maggioranza sollevare eccezioni su una proposta del Governo che è invece condivisa dall’opposizione, rileva l’incoerenza nell’atteggiamento di chi, pur lanciando accuse gravi alla gestione dell’INPS, dichiara comunque di assicurare voto favorevole sulla proposta di nomina.

Pietro GASPERONI (DS-U), nel dichiarare di condividere le osservazioni formulate dai colleghi del suo gruppo, e, in particolare, dal deputato Cordoni, esprime imbarazzo per l’andamento della discussione, dalla quale emerge, come paradosso, che l’opposizione difende il Governo dalla sua maggioranza. Peraltro le accuse mosse dai rappresentanti della maggioranza attengono più all’ambito del codice penale che a quello del dibattito politico.
Conosce l’impegno ed il valore professionale del presidente e del direttore generale dell’INPS e non può quindi condividere le accuse né, tantomeno, i rilievi sulla presunta immoralità che avrebbe caratterizzato la gestione dell’istituto: se i deputati della maggioranza ritengono di avere a disposizione elementi di conoscenza, sarebbe opportuno che li prospettassero in sede giudiziaria.
Richiamata inoltre l’indegna campagna di stampa contro l’INPS condotta da il Giornale, sollecita l’audizione del ministro Maroni, affinché riferisca in Commissione sulla vicenda.
Dopo essersi chiesto con quale spirito si possa procedere alla votazione sulla proposta di nomina alla luce della situazione venutasi a determinare, auspica che il Governo esprima sul punto una posizione chiara e convincente; da tale posizione il suo gruppo farà derivare la conferma oppure il diniego dell’atteggiamento favorevole sulla proposta di nomina.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, prima di dare la parola al sottosegretario Brambilla, fa presente che la presidenza ha inteso garantire a tutti i deputati il diritto ad esprimere la propria opinione sull’atto in esame; peraltro la discussione non ha fatto emergere considerazioni che possano essere considerate ingiuriose o offensive, per cui ritiene incongruo il richiamo del deputato Gasperoni al codice penale.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ricorda che il presidente Paci ha chiesto di anticipare il termine del suo mandato per motivi personali, con ciò creando le premesse per procedere alla sua sostituzione. Il Governo peraltro stava da tempo esaminando la delicata situazione complessiva dell’INPS ed era addivenuto a ritenere necessaria una sua riorganizzazione complessiva. Una volta intervenute le dimissioni del presidente Paci, il problema si è posto nel senso di garantire, in una fase delicata della vita dell’istituto, continuità di gestione e serenità di rapporti tra i vari organi, come condizione preliminare per attuare il processo di riorganizzazione. In questo quadro, il Governo ha ritenuto che la nomina del dottor Trizzino potesse soddisfare l’esigenza di affrontare una fase di transizione sufficientemente definita nonché quella di instaurare un clima sereno e funzionale al fine di avviare l’ineludibile processo di riorganizzazione. La proposta di nomina del dottor Trizzino è quindi nata in questo contesto.
Quanto ai riferimenti che alcuni deputati intervenuti nel dibattito hanno ritenuto di dover prospettare a proposito della temporaneità dell’incarico, fa presente che il decreto legislativo n. 479 del 1994 prevede espressamente la decadenza dei membri del consiglio di amministrazione, anche se subentranti, in concomitanza con la scadenza del quadriennio nel quale resta in carica l’organo di riferimento. Alla luce di tali considerazioni, ribadisce che la nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS potrà consentire di evitare situazioni traumatiche, garantendo una serena fase di transizione.

Emilio DELBONO (MARGH-U) dichiara, a nome dei deputati del suo gruppo, che non parteciperà alla votazione sulla proposta di nomina del dottor Trizzino a presidente dell’INPS, in ragione del fatto che il rappresentante del Governo non ha smentito le accuse rivolte da alcuni deputati della maggioranza ai vertici dell’INPS né, tantomeno, ha dissipato i dubbi affacciati in merito alla presunta incapacità di gestione del dottor Trizzino. In definitiva, ritiene che non vi siano le condizioni perché l’opposizione si assuma una responsabilità che la maggioranza non ha inteso condividere.

Elena Emma CORDONI (DS-U) si associa alle considerazioni del deputato Delbono: si sarebbe aspettata, in particolare, che il rappresentante del Governo ribadisse le ragioni a base della designazione del dottor Trizzino, alla luce dei pesanti rilievi in merito ad una presunta mala gestione dell’INPS e, cosa ancor più grave, a presunti illeciti perpretati dai suoi dirigenti. In realtà, invece, il rappresentante del Governo non ha chiarito la sua posizione rispetto alle gravi accuse rivolte al dottor Trizzino.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ribadisce che il Governo ha ritenuto che, sotto il profilo della gestione dell’INPS e dell’esigenza di assicurare un clima di serenità al suo interno, la scelta più giusta e logica fosse quella di proporre la nomina del dottor Trizzino a presidente dell’istituto.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, sospende brevemente la seduta, avvertendo che la stessa riprenderà al termine della votazione finale sul testo unificato delle proposte di legge C. 257 ed abbinate, con la votazione sulla proposta di nomina.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che si procederà ora alla votazione per scrutinio segreto sulla proposta favorevole del relatore.

La Commissione procede alla votazione per scrutinio segreto sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata che la Commissione non è in numero legale per deliberare.
Rinvia quindi ad altra seduta la votazione sulla proposta di nomina in esame.


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