Il decreto lavoro è un primo passo per affrontare le emergenze e “altri interventi sono in programma”.
Così il sottosegretario al Welfare, Carlo dell’Aringa, in sede di replica nell’Aula del Senato, aggiungendo che il governo terrà conto nei prossimi step delle “utili” osservazioni espresse dai senatori durante il dibattito a palazzo Madama.
Dell’Aringa ha affermato di ritenere che si potesse “fare di più” per quanto riguarda la platea dei giovani interessati dagli incentivi (il decreto prevede che il sostegno valga per l’assuzione di giovani tra i 18 e i 29 anni e la richiesta del Pd di spostare il limite ai 35 anni non è stata accolta) e ha tenuto a sottolineare che lo si farà quando “ci saranno le risorse”.
Il sottosegretario ha ricordato che il provvedimento disciplina vari aspetti delle politiche lavoro, “in particolare le politiche attive come gli incentivi per i giovani con l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile e combattere la precarietà”.
Dell’Aringa ha difeso la scelta del governo di dare alle parti sociali il compito di trovare un’intesa sulle forme contrattuali in vista dell’Expo 2015 e ha detto che “si terrà conto” dell’esito dei negoziati tra parti sociali auspicando che possano portare a “risultati importanti sia per flessibilità che per sicurezza lavoratori” che possano essere trasferiti a livello “nazionale”.
Il sottosegretario ha precisato che le norme che regolano i contratti di lavoro sono una “materia complessa e delicata, dove si manifestano i maggiori contrasti tra forze politiche e sociali. Nel corso della discussione alcuni senatori hanno criticato il decreto perché aumenta la flessibilità, altri lo hanno fatto per il motivo opposto”.
Dell’Aringa ha ammesso che “qualche forma di flessibilità è stata introdotta” sui contratti a tempo determinato, ma, ha spiegato, “in questa fase di crisi” era necessario per il governo “ampliare la possibilità per le imprese di allargare forme che pur temporanee offrono un contratto” ai giovani.
Il sottosegretario ha inoltre ricordato che l’esecutivo non ha voluto rimettere in discussione l’impianto della riforma Fornero nonostante le “rilevanti insoddisfazioni” che questa ha sollevato anche perché è “ancora in corso il monitoraggio sugli effetti” della riforma.
Ma forse, ha concluso, la “parte più significativa” del provvedimento riguarda le misure “a favore delle occupabilità dei giovani” per riordinare i centri dell’impiego “su questo molto arretrati e dobbiamo recuperare terreno velocemente”.


























