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Home - Notizie del giorno - Federmeccanica e Confindustria Taranto: “il rilancio dell’ex ILVA è una priorità nazionale, intervento pubblico per una riconversione sostenibile’’. Conferenza stampa congiunta delle due associazioni

Federmeccanica e Confindustria Taranto: “il rilancio dell’ex ILVA è una priorità nazionale, intervento pubblico per una riconversione sostenibile’’. Conferenza stampa congiunta delle due associazioni

16 Marzo 2026
in Notizie del giorno, In evidenza
Federmeccanica e Confindustria Taranto: “il rilancio dell’ex ILVA è una priorità nazionale, intervento pubblico per una riconversione sostenibile’’. Conferenza stampa congiunta delle due associazioni

Una conferenza stampa congiunta a Taranto, dedicata al futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto e alle sue implicazioni per l’intero sistema industriale italiano. È l’iniziativa di Federmeccanica e della Confindustria cittadina, per sollecitare governo e istituzioni nei confronti dell’ex Ilva. Sono intervenuti Simone Bettini (Presidente di Federmeccanica) e Salvatore Toma (Presidente Confindustria Taranto) che nella mattinata hanno visitato lo stabilimento di “Acciaierie d’Italia in A.S.”, ricevuti dal Direttore Generale Maurizio Saitta, che li ha aggiornati sulla situazione dell’azienda, un asset che da oltre 60 anni è il fulcro della siderurgia italiana: un assett strategico, dunque, e non solo una questione locale.

Con oltre 60 anni di storia, ricorda una nota emessa al termine dell’incontro con la stampa, “lo stabilimento di Taranto ha rappresentato il fulcro della siderurgia italiana e una delle infrastrutture industriali fondanti del miracolo economico del dopoguerra. Oggi il suo futuro è al centro di un dibattito che va ben oltre i confini regionali e anche di quelli prettamente economici, per l’importante impatto sociale che assume”. La siderurgia, prosegue la nota, “è fondamentale per garantire l’autonomia strategica europea e per sostenere lo sviluppo delle filiere produttive nazionali, in particolare quelle della meccanica, dell’automotive, dell’edilizia e dell’energia. In uno scenario internazionale segnato da protezionismi e frammentazione delle catene di fornitura, mantenere una produzione di acciaio primario in Italia significa conservare sovranità industriale e competitività”. Non da ultimo, la dimensione della sicurezza nazionale: “il contributo dell’acciaio primario alla capacità difensiva del Paese è fondamentale ed è un tema oggi sempre più rilevante alla luce del crescente impegno degli Stati europei nella spesa per la difesa”.

La recente indagine congiunturale di Federmeccanica ha gia’ fotografato con precisione la dipendenza del settore metalmeccanico dall’acciaio italiano: il 63% delle imprese metalmeccaniche utilizza acciaio nella propria attività; per il 42% di queste, l’acciaio incide per oltre il 30% sui costi di produzione; oltre il 60% si rifornisce in Italia (34% da produttori nazionali, 29% da distributori); seguono UE (22%), extra-UE (9%) e Cina (6%). E ancora:  il 64% degli imprenditori considera l’acciaio italiano un fattore di competitività strategica per il sistema Paese, il 68% ritiene che il rilancio dell’ex ILVA sia fondamentale per l’industria italiana ed europea, anche alla luce del regolamento CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).

La proposta di Federmeccanica e di Confindustria Taranto guarda dunque a “un intervento pubblico per una riconversione sostenibile”. Le due associazioni sostengono che la prospettiva più realistica per il rilancio del sito è quella di un significativo intervento pubblico orientato alla riconversione industriale verso tecnologie moderne e sostenibili — incluse soluzioni come il DRI (Direct Reduced Iron) e il forno elettrico — salvaguardando l’occupazione e l’indotto.

I costi dell’intervento, spiegano, si giustificano con una precisa politica industriale: “mantenere la produzione di acciaio primario in Italia, garantire la tenuta delle filiere manifatturiere e consentire la transizione tecnologica verso processi più puliti. Sarebbe preferibile investire risorse pubbliche in un progetto industriale sostenibile piuttosto che continuare a finanziare la cassa integrazione senza prospettive di rientro”. La questione -osservano ancora le due associazioni- “chiama in causa tutti i livelli istituzionali — Governo nazionale, Regione Puglia e Comune di Taranto — che devono trovare un coordinamento efficace, superando le divisioni emerse anche su temi tecnici come la localizzazione della nave rigassificatrice necessaria agli impianti DRI”.

Simone Bettini, Presidente Federmeccanica, ribadisce quanto affermato a Roma nei giorni scorsi, e cioe’: “le nostre imprese hanno bisogno di acciaio italiano. L’Italia ha bisogno dell’ex ILVA. Oggi abbiamo potuto vedere con i nostri occhi e sentire con le nostre orecchie che ci sono tutte le condizioni per rilanciare l’ex Ilva in maniera sostenibile. Non mi capacito che non si riesca a risolvere la questione. Noi non arretreremo e continueremo ad insistere perché non possiamo permetterci di rinunciare ad una eccellenza a livello europeo e mondiale in termini di tutela dell’ambiente e di capacità di fornire materie prime indispensabili per sostenere tutta l’industria e il Paese. Il messaggio dell’Industria metalmeccanica che arriva dalla nostra indagine è forte e chiaro. Senza un’adeguata offerta di acciaio prodotto in Italia, questo non sarà possibile. Sono a rischio intere filiere della nostra Industria. Non si tratta soltanto di evitare un continuo aumento di costi, ma di evitare abbracci mortali con chi può in qualsiasi momento rompere catene di fornitura che toglierebbero ossigeno alla nostra Industria. Non possiamo permettercelo. La situazione internazionale in cui ci troviamo deve far riflettere per poi agire al fine di creare le condizioni affinché il sistema produttivo italiano sia autonomo senza dipendere da altri. Federmeccanica è disponibile fin da subito a un confronto costruttivo con tutti gli attori coinvolti, dai Sindacati alle Istituzioni, a partire dal Governo. Non c’è più tempo da perdere.»

A sua volta, Salvatore Toma, Presidente Confindustria Taranto: “sono fortemente convinto che lo stabilimento siderurgico di Taranto possa continuare a produrre, nel rispetto dei criteri di sostenibilità e sicurezza, a condizione che tutti gli attori in campo istituzionali, politici e imprenditoriali, abbiano definitiva contezza della sua strategicità e del suo valore industriale, che è un valore del Sistema Paese. Il momento attuale è particolarmente critico perché impone scelte non facili che investono il futuro dell’acciaieria, da qui ai prossimi anni, ed è per questo ancora più importante che tutti gli stakeholder possano convergere su scelte univoche e condivise: ne va dell’economia del Paese ma anche della stabilità, sociale ed occupazionale, del territorio jonico, con tutte le complesse implicazioni che la vicenda porta con sé. Fondamentale sarà il ruolo del Governo, che oltre a sostenere al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale dello stabilimento, dovrà garantire una presenza forte nella futura governance dell’ex Ilva anche nell’ottica della salvaguardia dell’occupazione e delle aziende dell’indotto. Ringrazio infine il Presidente Bettini di Federmeccanica per aver voluto sostenere queste ragioni venendo qui a Taranto, cuore della siderurgia».

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