L’Assemblea Generale della CGIL, riunita ieri a Roma, conferma l’intenzione di proclamare lo “sciopero generale tempestivo”, per tutte le categorie, “in caso di attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni e materiali della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, alla conseguente non apertura di corridoi umanitari a Gaza e in difesa dei valori costituzionali che sostengono tale missione”. E’ quanto si legge nel documento conclusivo, approvato all’unanimita’ dall’Assemblea, con 6 astenuti.
L’Assemblea, inoltre, “impegna tutte le strutture a organizzare la partecipazione per sabato 4 ottobre alla manifestazione nazionale convocata dalle associazioni palestinesi a Roma sulla base delle nostre posizioni che hanno dato vita alle manifestazioni dello scorso 6 settembre e agli scioperi del 19 settembre”. Confermata anche la partecipazione alla Marcia Perugia Assisi del 12 ottobre e il sostegno a “tutte le iniziative per la pace e contro il riarmo”. Inoltre, saranno organizzate “assemblee nei luoghi di lavoro e iniziative sul territorio, compresi presidi permanenti”, in preparazione della manifestazione nazionale della Cgil fissata per il 25 ottobre a Roma.
L’Assemblea Generale, si legge ancora nel documento, “ritiene necessario intensificare ed estendere la mobilitazione per fermare il genocidio del popolo palestinese in corso da parte del governo israeliano di Netanyahu; sostenere la missione non violenta della Global Sumud Flotilla per aprire corridoi umanitari permanenti e rompere l’assedio a Gaza e sancire un cessate il fuoco; contrastare le politiche di riarmo del governo italiano, dell’Unione europea e della Nato, che alimentano una cultura e una pratica bellica incompatibile con i valori della convivenza, della democrazia e della pace; richiedere alle Istituzioni italiane europee ed internazionali di uscire dalla logica dello scontro militare, per fermare tutte le guerre fino ad arrivare alla convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida dell’Onu; costruire un’alternativa all’economia di guerra che si fondi su una vera riforma fiscale contro l’evasione e tassando ricchezze, profitti e rendite, per sostenere un aumento dei salari e delle pensioni, la cancellazione delle leggi che producono la precarietà del lavoro, investimenti nella sanità e la non autosufficienza, nell’istruzione pubblica, in politiche industriali ed abitative innovative e sostenibili, garantire la sicurezza sul lavoro, superare la pratica del subappalto a cascata e del lavoro nero”.




























