Le categorie degli edili e dell’agro-industria della Cgil, Fillea e Flai, hanno dato il via oggi alla raccolta di adesioni a sostegno di una legge contro il caporalato. L’appello ha come primi firmatari il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e i segretari generali di Fillea e Flai, Walter Schiavella e Stefania Crogi.
“Rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle associazioni professionali di categoria agricole ed imprenditoriali del settore dell’edilizia, al mondo del volontariato e dell’associazionismo, della cultura, dello spettacolo, dello sport e alle comunità straniere presenti in Italia, ai giovani e agli studenti, alla società civile tutta – affermano i segretari generali – affinché si uniscano a noi per chiedere a gran voce che si approvi al più presto una legge che riconosca il caporalato un reato in quanto tale e che si prevedano pene e sanzioni adeguate alla gravità sociale ed economica in questo crimine, attualmente punito con una misera sanzione amministrativa”.
“Sono anni – continuano – che denunciamo l’espandersi di questo fenomeno nei settori dell’edilizia e dell’agro-industria, dove centinaia di migliaia di lavoratori, italiani e migranti, sono sottoposti al ricatto ed allo sfruttamento da parte dei caporali al soldo delle organizzazioni criminali”.
Per Fillea e Flai sono più di mezzo milione i lavoratori sotto ricatto, privati di qualunque diritto, sfruttati e spesso ridotti in schiavitù. In gran parte sono migranti ma la crisi sta riportando nei mercati delle braccia anche i lavoratori italiani, dove una giornata di lavoro ormai si aggira intorno ai 25/30 euro.
“La crisi economica sta rendendo questa zona oscura di irregolarità e sfruttamento, di assenza di diritti e di profitti criminali sempre più vasta ed incontrollabile – denunciano – e possiamo dire con certezza che il fenomeno del caporalato, fino a qualche anno fa endemico solo in alcune zone del Mezzogiorno, oggi è una realtà radicata e strutturata su tutto il territorio nazionale”. (FRN)


























