L’industria chimica ha migliorato la propria efficienza energetica del 45% e ridotto i consumi di energia del 36.7% dal 1990 ad oggi.
È quanto emerge dai dati del 19° Rapporto Responsible Care, il programma volontario per la tutela di sicurezza, salute e ambiente di Federchimica, presentati in mattinata. Nonostante le enormi difficoltà riscontrate in tempi di crisi, le imprese di Responsible Care hanno continuato a investire consistenti risorse umane e finanziare per lo sviluppo sostenibile, con una spesa di 712 milioni di euro (pari al 2,3% del fatturato) e dedicando oltre il 20% dei propri investimenti a sicurezza, salute e ambiente.
“I dati presentati oggi – ha commentato Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica -, dimostrano concretamente che la chimica è un modello da imitare per perseguire una crescita sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Non possiamo più consentire di essere giudicati con lo sguardo a un passato remoto invece che al presente”. E ha aggiunto: “Peraltro, la collaborazione in atto con le organizzazioni sindacali all’interno di Responsible Care sui temi dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale d’impresa, che vengono identificate come strumento di crescita della cultura manageriale e d’impresa, è fondamentale nel contesto competitivo attuale e dei prossimi anni”.
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